“AN SEH (THOSE THREE)” di Naghi Nemati

Fuori Concorso
Uno dei pochi film arrivati fino a noi dal sempre più lontano Iran è stato presentato nella sezione Fuori Concorso dell’ultimo Torino Film Festival. Il regista non è un esordiente e si vede, ma la pellicola è il suo primo cimento nel lungometraggio. E anche questo lo si intuisce presto.

Tre commilitoni si ritrovano in mezzo alla neve sui monti dell’Iran a scontare la “pena” del corso d’addestramento. Durante una sosta a uno dei tre viene l’idea di fuggire. Così nel giro di pochi minuti i tre, di nuovo insieme, iniziano un viaggio che li porterà oltre le loro aspettative a perdersi nello sterminato bianco dell’inverno iraniano. Sul loro cammino i contrabbandieri dai quali accettano cappelli e cappotti per resistere al freddo, un’immigrata che ha attraversato il confine clandestinamente, abbandonata col figlio ancora nel grembo in mezzo al nulla, e un villaggio deserto.

I tre amici iniziano la fuga con addosso la smania e l’insofferenza della vita coatta, dell’esercito, dell’insensatezza nella quale si sentono di vivere. Ma il viaggio che all’inizio sembra poter essere poco più che una scampagnata, presto dimostra la sua cruda durezza. La libertà non è così facile da ottenere. Gli incontri lungo il procedere dei tre, sempre più difficile, sono falsi approdi, soste lungo un percorso che sembra non compiersi mai. La macchina da presa mostra con giusta essenzialità i volti, i gesti, e racconta il tempo dell’attesa che segna tutto il film. Mentre la tenacia della puerpera ancora resiste, i tre amici si abbandonano al vento e al gelo, al sonno della morte, e si ritrovano – come già all’inizio – nella tiepida penombra di un hamam dove finalmente riposare.

La traiettoria della narrazione sembra chiarire il suo orientamento con il procedere della pellicola. Ma le scelte del regista non seguono una linea coerente. Si passa dallo sguardo neutro simile ad un certo realismo d’Oriente ad una più coinvolta narrazione, dal tono severo e magniloquente delle ultime inquadrature alle sequenze quasi scanzonate delle prime battute della fuga, senza che mai si rintracci una continuità, un principio d’unità che non solo connetta i singoli elementi ma che ne motivi la messa in testo e ne tragga un senso ulteriore. Memorabili il succitato finale e la scena delle telefonate a casa con l’apparecchio da scrivania attaccato a un pilone in mezzo alla neve.

An seh
Quei tre [t.i.]
2007, Iran
35mm, 80′, col.
regia, soggetto, sceneggiatura/director, story, screenplay Naghi Nemati
fotografia/director of photography Hooman Behmanesh
montaggio/film editor Naghi Nemati, Majid Mostafavi
musica/music Ali Rast-Goftar
suono/sound Ebrahim Irajzad, Behrouz Shahamat
interpreti/cast Yousef Yazdani, Dariush Ghazbani, Esmail Movahedi, Javad Saremi, Fatemeh Mir Soleimani Far
produttore/producer Mohammad-Reza Sharafoddin
distribuzione, vendita all’estero/distribution, world sales Iranian Independents

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