Orizzonti Doc
Girato in HDV con un budget bassissimo, “Andarilho” del brasiliano Cao Guimarães mostra con stile asciutto ed essenziale la vita di tre vagabondi senza casa e affetti che trascorrono l’esistenza camminando tra Monte Claros e Pedra Azul, Nordest di Minas Gerais, Brasile. La macchina da presa pedina a momenti alterni i loro diversi tragitti ai margini della società. Solo alla fine si incontreranno per pochi minuti, a parlare di Dio.
Strade infinite, orizzonti che si perdono a vista d’occhio. Cieli azzurri, nature rigogliose, rocce rosse. Il fruscio del vento che muove gli alberi. Il silenzio e la monotonia dell’asfalto spezzati dal transito di una macchina o dal rombo di un camion. Qualche stazione di servizio. Il buio della notte accesso dai fari delle automobili.
Tre uomini, di diversa età e provenienza, camminano. Separatamente, ciascuno per i propri sentieri. Chi a passo più svelto, chi con più fatica. Mentre procedono, carichi di stracci e pensieri, parlaro a se stessi, imprecano. Sono andarini, persone che passano la vita camminando. Senza una meta, senza un futuro. Anime perse, completamente al di là della comunità. Invisibili al mondo.
Andarilho è il secondo capitolo della trilogia di Guimarães sulla solitudine, inaugurata nel 2004 con A Alma do Osso (completerà il progetto un film tratto dal racconto di Edgar Allan Poe L’uomo della folla). “Come A Alma do Osso, – spiega il regista – Andarilho offre la possibilità di scoprire scelte di vita diverse dalle nostre. Là protagonista era la figura dell’eremita, qui l’andarino. Entrambi soli, ma con un rapporto con lo spazio e con il tempo differente. Ho voluto fare un film sul legame tra il camminare e il pensare, e su come il camminare generi un movimento del pensiero”.
E a chi gli rimproveri eccessiva lentezza e sottolinei la non facile commercializzazione di questo documentario, Cao Guimarães risponde: “Dono il tempo necessario alle persone di vedere le cose. Oggi il pubblico è sempre più infastidito quando non accade nulla sullo schermo. Io faccio del tempo il protagonista del mio film. Certo, non è un’opera commerciale ma, grazie alla partecipazione alla Mostra di Venezia e ad altri festival, Andarilho ha un passaporto di rispetto che potrebbe suscitare maggiormente l’interesse dei distributori”.
Curiosità:
Cao Guimarães è artista a tutto tondo, fotografo in primis: sue opere sono esposte anche al Guggenheim di New York e alla Tate di Londra.
Il primo atto della trilogia sulla solitudine A Alma do osso (2004) era stato presentato all’Infinity Festival di Alba di Luciano Barisone.
Le musiche di Andarilho sono opera della band sperimentale brasiliana O Grivo.
Le riprese sono state effettuate tra le autostrade della regione Minas Gerais BR-251, BR-135 e BR-122.
Titolo originale: Andarilho
Nazione: Brasile
Anno: 2006
Genere: Documentario
Durata: 80’
Regia: Cao Guimarães
Sito ufficiale: www.caoguimaraes.com
Personaggi: Gaúcho, Narcino e Paulão
Produzione: Cinco em Ponto
Data di uscita: Venezia 2007






