giovedì, Agosto 13, 2026
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“ANDARILHO” DI CAO GUIMARÃES

Gli Invisibili

Orizzonti Doc
Girato in HDV con un budget bassissimo, “Andarilho” del brasiliano Cao Guimarães mostra con stile asciutto ed essenziale la vita di tre vagabondi senza casa e affetti che trascorrono l’esistenza camminando tra Monte Claros e Pedra Azul, Nordest di Minas Gerais, Brasile. La macchina da presa pedina a momenti alterni i loro diversi tragitti ai margini della società. Solo alla fine si incontreranno per pochi minuti, a parlare di Dio.

Strade infinite, orizzonti che si perdono a vista d’occhio. Cieli azzurri, nature rigogliose, rocce rosse. Il fruscio del vento che muove gli alberi. Il silenzio e la monotonia dell’asfalto spezzati dal transito di una macchina o dal rombo di un camion. Qualche stazione di servizio. Il buio della notte accesso dai fari delle automobili.
Tre uomini, di diversa età e provenienza, camminano. Separatamente, ciascuno per i propri sentieri. Chi a passo più svelto, chi con più fatica. Mentre procedono, carichi di stracci e pensieri, parlaro a se stessi, imprecano. Sono andarini, persone che passano la vita camminando. Senza una meta, senza un futuro. Anime perse, completamente al di là della comunità. Invisibili al mondo.

Andarilho è il secondo capitolo della trilogia di Guimarães sulla solitudine, inaugurata nel 2004 con A Alma do Osso (completerà il progetto un film tratto dal racconto di Edgar Allan Poe L’uomo della folla). “Come A Alma do Osso, – spiega il regista – Andarilho offre la possibilità di scoprire scelte di vita diverse dalle nostre. Là protagonista era la figura dell’eremita, qui l’andarino. Entrambi soli, ma con un rapporto con lo spazio e con il tempo differente. Ho voluto fare un film sul legame tra il camminare e il pensare, e su come il camminare generi un movimento del pensiero”.

E a chi gli rimproveri eccessiva lentezza e sottolinei la non facile commercializzazione di questo documentario, Cao Guimarães risponde: “Dono il tempo necessario alle persone di vedere le cose. Oggi il pubblico è sempre più infastidito quando non accade nulla sullo schermo. Io faccio del tempo il protagonista del mio film. Certo, non è un’opera commerciale ma, grazie alla partecipazione alla Mostra di Venezia e ad altri festival, Andarilho ha un passaporto di rispetto che potrebbe suscitare maggiormente l’interesse dei distributori”.

Curiosità:

Cao Guimarães è artista a tutto tondo, fotografo in primis: sue opere sono esposte anche al Guggenheim di New York e alla Tate di Londra.
Il primo atto della trilogia sulla solitudine A Alma do osso (2004) era stato presentato all’Infinity Festival di Alba di Luciano Barisone.
Le musiche di Andarilho sono opera della band sperimentale brasiliana O Grivo.
Le riprese sono state effettuate tra le autostrade della regione Minas Gerais BR-251, BR-135 e BR-122.

Titolo originale: Andarilho
Nazione: Brasile
Anno: 2006
Genere: Documentario
Durata: 80’
Regia: Cao Guimarães
Sito ufficiale: www.caoguimaraes.com
Personaggi: Gaúcho, Narcino e Paulão
Produzione: Cinco em Ponto
Data di uscita: Venezia 2007