ANDRÉ DERAIN AL PALAZZO DEI DIAMANTI DI FERRARA

La riscoperta di uno dei maggiori esponenti della corrente fauves

Una retrospettiva dedicata ad André Derain (1880-1954) al Palazzo dei Diamanti a Ferrara offre fino al 7 gennaio l’occasione per riscoprire una figura chiave nella storia dell’arte moderna. Osannato da critica e pubblico nei primi decenni del secolo scorso, André Derain ha visto la sua fortuna tramontare a causa del collaborazionismo con i nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Solo recentemente si è cercato di accantonare questo deplorevole passato per concentrare di nuovo l’attenzione critica sulla sua opera restituendogli la statura di grande maestro. Amico e compagno di studi di Matisse e di Vlaminck – con i quali fonda il movimento fauves assieme anche a Van Dongen, Marquet e Dufy – Derain segue con alterne fortune un cammino artistico personale.
Fauves, cioè bestie feroci, selvaggi, vennero ironicamente definiti questi giovani pittori dal critico d’arte del “Gil Blas” L. Vauxcelles, che vedendo nel 1905 in mezzo ai loro dipinti dai colori accesi una scultura tradizionale disse “Donatello parmi les Fauves!” cioè “Donatello fra i selvaggi”.

Mentre negli stessi anni l’espressionismo tedesco della Brucke, intriso dell’angoscia kirkegardiana, filtrava la realtà attraverso un’esasperazione psicologica dell’immagine, i fauves mirarono a superare la visività sensoria degli impressionisti dando costruttività al colore. Ogni prospettiva veniva annullata, mentre il colore allo stato puro serviva ad esprimere una condizione di serena classicità. Derain mostra fin dall’inizio della sua attività artistica un profondo interesse per la realtà, raggiungendo un perfetto equilibrio fra un uso libero del colore e il dominio formale della composizione, staccandosi sempre più dalla poetica impressionista.

La mostra di Ferrara rappresenta la prima retrospettiva dedicata in Italia ad André Derain da trenta anni a questa parte. La generosa risposta di alcuni fra i maggiori Musei del mondo ha consentito di ricostruire le diverse fasi del suo processo creativo dal 1899 alla sua morte.

La selezione si apre con le sue opere giovanili che ancora risentono degli influssi di Van Gogh e Gaugin per poi passare la fase del fauvismo illustrata da una serie di capolavori fra cui la citatissima “Donna in camicia“ assurta a simbolo della boheme montmartriana. La svolta successiva è espressione dell’influenza che ebbero sulla sua opera sia il fascino dell’arte primitiva sia la grande lezione di Cezanne. Essa trova espressione nella xilografia e nella scultura in pietra “Eva tahitiana” dalle forme appena abbozzate.
La parte centrale della rassegna è dedicata ai ritratti e alle nature morte del cosiddetto “periodo gotico”, icone di ispirazione medioevale. Seguono una galleria di ritratti e di nudi degli anni venti e trenta, dalle calde tonalità cromatiche. La mostra si chiude con le grandi composizioni decorative eseguite a partire dal 1935, scenografiche messinscene teatrali, perfetta fusione di luce e materia.

“ANDRE’ DERAIN”
24 settembre 2006 – 7 gennaio 2007
Ferrara, Palazzo dei Diamanti, Corso Ercole I d’Este, 21
Orario: aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso dalle 9.00 alle 19.00.
Aperto anche: 1 novembre; 8, 25, 26 dicembre; 1 e 6 gennaio.
Ingresso: intero € 9.00 ; ridotto € 7.50, scuole € 4.00.
Mostra organizzata in collaborazione da Ferrara Arte e dallo Statens Museum for Kunst di Copenaghen.
Catalogo edito da Ferrara Arte a cura di Isabelle Monod-Fontaine, con testi di Isabelle Monod-Fontaine, Silvia Garinei, Chiara Vorrasi e Sibylle Pieyre de Mandiargues.
Call Center Ferrara Mostre e Musei: tel. 0532.244949, fax 0532.203064,
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