ANDREA CHIMENTI

Vietato morire

La sua voce morbida come il velluto è un affascinante incrocio tra Fabrizio De André e David Sylvian. I testi delle sue canzoni sono autentiche poesie, pensieri profondi e delicati come pochi sanno fare oggi in Italia nella canzone d’autore. A due anni di distanza da Il porto sepolto (dedicato alla poesia di Giuseppe Ungaretti) Andrea Chimenti ci incanta con un nuovo bellissimo disco.

Andrea Chimenti è nato artisticamente negli anni Ottanta come cantante dei Moda, uno dei gruppi rock più importanti del decennio assieme a Litfiba e Diaframma. Negli anni Novanta intraprende la carriera solista e si indirizza verso un genere cantautorale delicato e intimista, sia nei testi che nelle musiche. Quest’ultimo album, Vietato morire (Santeria/Audioglobe), è uno di quei cd che più si ascoltano e più si amano: musicalmente ineccepibile (grazie alla collaborazione di artisti straordinari come Massimo Fantoni e Matteo Buzzanca), Andrea ci accompagna dolcemente negli angoli bui della sua fantasia, mostrandoci un’umanità profondamente lacerata dalla bassezza dell’esistenza, ma sempre pronta a lottare per la bellezza e la purezza dell’anima. Questo è anche il significato della copertina del disco: un’immagine di donna bellissima e dolce, simbolo di tutto quello che di più caro potremmo avere nella vita, che ci guarda da sopra il titolo del disco, quel Vietato morire che è sia un grido di ribellione che una dimostrazione di forza interiore.
Difficile spiegare in poche righe la poetica complessa di Chimenti, le sue infinite sfumature, le immagini atmosferiche, i dettagli sonori che provengono da uno straordinario pianoforte jazz e da un sapiente equilibrio tra elettronica e strumentazione tradizionale. I testi sono delle autentiche poesie, e molto spesso si sganciano dall’uso tradizionale della rima, anche se questo non va a discapito del senso melodico e di una certa orecchiabilità. Gli episodi più immediati sono Oceano (cantata in duetto con la sempre splendida Patrizia Laquidara), Tra la terra e il cielo, Quieta notte e Cuore di carne. Oltre alla Laquidara, in questo disco compaiono altre importanti collaborazioni, vale a dire Gianni Maroccolo (basso dei PGR), Steve Jansen (ex batterista dei Japan e fratello di David Sylvian), Alessandro Fiori ed Enrico Gabrielli (rispettivamente violino e clarino dei Mariposa) e il Quartetto Euphoria.
Se amate la canzone d’autore più raffinata (Paolo Conte, Fabrizio De André, Ivano Fossati); se amate il jazz e il pop elettronico cerebrale; se amate il grammelot culturale e la poesia ermetica del Novecento, allora questo è proprio il disco che fa per voi.

Sito ufficiale dell’artista:www.andreachimenti.it
Discografia essenziale:
La maschera del corvo nero ed altre storie (CGD 1992)
L’albero pazzo (CPI 1996)
Qohelet (CPI 1997) con Fernando Maraghini
Cantico dei Cantici (CPI/Vie dei Canti 1998) con Anita Laurenzi
Il porto sepolto (Santeria/Audioglobe 2002)
Vietato morire (Santeria/Audioglobe 2004)