” APRILE ‘74 E 5″ DI Marco Paolini

Bentornati, ragazzi!

L’edizione 2008 di Mira la cuore presente indicativo, si apre con un bis: la grande attesa per il ritorno di Marco Paolini ha portato ad un numero di richieste che hanno indotto l’attore-autore bellunese a raddoppiare la data dell’evento. Così “Aprile ’74 e 5” conta un tutto esaurito sia per venerdì 11 che per sabato 12 gennaio.

Adriatico, Tiri in porta, Liberi tutti sono i precedenti lavori con cui Paolini ha deciso di raccontare la vita nella serie intitolata Album. In questi, Paolini narra le vicende di un gruppo d’amici e compagni d’avventura, che in questo quarto Album, intitolato Aprile ’74 E 5, si trovano ad affrontare il difficile periodo dell’esame di maturità e degli anni immediatamente successivi. Il lavoro teatrale debuttò proprio nel teatro mirese e sabato 12 gennaio, Paolini lo ha riallestito sullo stesso palco, con la produzione di Jolefilm (la sua casa di produzione), preludendo alla diretta su La7 di Album d’Aprile.

Lo spettacolo si presenta come un racconto di formazione, portato in scena sottoforma di monologo accompagnato dalle musiche di Lorenzo Manguzzi, dei Mercanti di Liquore, con cui Marco Paolini ha già avuto occasione di lavorare.
I due ambienti principali, attorno cui ruota tutta la narrazione, sono un campo da rugby ed il bar di una fantomatica Jole, entrambe dislocati negli ambienti umidi del rodigino.
Qui trapela la passione sportiva e politica dei giovani protagonisti della narrazione.

Il monologo spesso assume i toni di un’intima confessione che allude all’unicità di quegli anni, vissuti con l’amore della gioventù, quando la vita di squadra diventa un elemento fondamentale della vita sociale. Il rugby poi, con la forza e la crudezza che lo contraddistingue, è uno sport che ben si addice all’adrenalina e al racconto di aneddoti e personaggi comici. Se quest’ultimo fosse una materia, Paolini potrebbe far da insegnante. L’attore ha ormai già dato prova della sua maestria nel raccontare col sapore del ricordo, del paradosso e talvolta del folklore del dialetto.

Lo stesso clima si respira nei racconti legati alla vita del semplice bar di provincia, dove la padrona è il simbolo di un ambiente umile ma rassicurante, dove nasce anche lo spazio per discussioni soprattutto politiche. Esilarante è la scena, magnificamente mimata dall’attore-autore protagonista, in cui La Jole, si confronta con una ragazzina raffinata che le chiede un the con un po’ di latte, così come si usa berlo in Inghilterra.

Ma il monologo è costruito in maniera più articolata, si trova, infatti, il riflesso della contemporaneità di quegli anni e dei fatti eclatanti che li distinguono: uno su tutti la bomba in Piazza della Loggia a Brescia. Il tragico episodio è amplificato e reso più tangibile, durante lo spettacolo, dalla riproposta audio delle registrazioni autentiche, fatte immediatamente dopo l’esplosione.

Un Marco Paolini come non lo si vedeva da tempo. In spettacoli più recenti, come ad esempio Parlamento chimico e Io e Margaret Thatcher, era venuto meno lo spirito comico-riflessivo che aveva contraddistinto i primi lavori di Marco Paolini, quali Bestiario veneto, Bestiario italiano o l’epico Vajont, spirito tanto apprezzato e che lo ha portato alla consacrazione del grande pubblico.

Marco Paolini in “Aprile ’74 e 5”
produzione Jolefilm
drammaturgia Marco Paolini
con Marco Paolini

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