Al via il Festival del Film di Roma 2012

Se il buongiorno si vede dal mattino...

ROMA – Venerdì 9 novembre all’Auditorium Parco della Musica ha preso il via la settima “soffertissima” edizione del Festival Internazionale del Film di Roma e già dai primi giorni si percepisce che… qualcosa è cambiato.

Il neo Direttore Müller, che nella sua carriera ha reso grandi i piccoli Festival di Locarno, Pesaro e Rotterdam, ha sicuramente dato il suo imprinting a quella che potremmo definire la Manifestazione più contrastata e discussa di sempre, importando qualcosa dell’esperienza maturata in otto anni di direzione artistica del più antico e prestigioso Festival del mondo.

La prima cosa che salta agli occhi è un’organizzazione più efficiente e fluida, una nuova veste degli spazi, due tensostrutture di buon livello (Salacinema Lotto e la Salacinema 2), un nuovo e appartato villaggio per la sezione Alice dedicata ai più giovani. Altra novità è un allestimento più sobrio e minimale del red carpet, abbellito solo da 5 sculture realizzate in vetroresina e legno, vecchi elementi scenografici di 5 famosi film prestate e restaurate per l’occasione dagli Studios di Cinecittà: la “Divinità Egiziana” dal film Cleopatra (1963), il “Drago Cinese” da Delitto al ristorante cinese (1981) di Bruno Corbucci, la “Poltrona mano” di Codice privato (1988), la “Statua di divinità greco-romana” de Il Gladiatore (1999) di Ridley Scott ed il “Buddha ridente” da Gangs of New York (2002) di Martin Scorsese (scenografia dei premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo).

Questa scelta, sicuramente dettata da una necessaria propensione al risparmio in tempi di crisi, seppur meno altisonante, ha sicuramente un maggior pregio evocativo per chi ama il cinema rispetto agli addobbi floreali delle passate edizioni. Anche la perdita della sala più grande Santa Cecilia dell’Auditorium, dovuta allo slittamento della data d’inizio nel mese di novembre voluta da Müller per distanziarsi da Venezia ma già occupata dalla stagione dei concerti sinfonici 2012, non rappresenta un elemento negativo perché porterà, nelle giornate finali del Festival, a un connubio tra musica e cinema mai visto a Roma, in quanto si concentreranno due famosi concerti con le giornate finali della kermesse cinematografica, facendo dello splendido complesso multifunzionale realizzato da Renzo Piano il fulcro di due importanti manifestazioni d’arte e cultura.

Sicuramente questa edizione 2012 del Romafilmfest, definita dallo stesso Müller come l’anno zero ovvero l’edizione de “o la va o la spacca”, è la meno glamour e quella a più basso contenuto di pellicole popolari, con film in anteprima mondiale di registi spesso alle loro prime esperienze, delineandosi più un festival che piace ai cinefili che al grande pubblico e alla critica. Tuttavia, tra i film appena visti, meritano una menzione particolare Main dans la main di Valérie Donzelli, commedia sull’amore e sul destino di una coppia non convenzionale che piacerà molto a chi ha amato la precedente pellicola della regista La guerra è dichiarata; altro film interessante è Aspettando il mare del russo Bakhtiar Khudojnazarov, inspiegabilmente fuori concorso, che ci racconta in modo molto originale l’accettazione o meno di ciò che ci riserva il destino.

Spassosa è la galleria di personaggi femminili in Mental, opera del regista di Le nozze di Muriel e de Il matrimonio del mio migliore amico; piacevole è anche La scoperta dell’Alba di Susanna Nicchiarelli, film tratto da un libro di Walter Veltroni che indaga sulla ricerca della verità e sull’elaborazione di un lutto di due sorelle che hanno perso loro padre da bambine in circostanze misteriose, nell’Italia insanguinata delle brigate rosse. Divertimento allo stato puro è poi il documentario Carlo! sul cinema di Carlo Verdone, raccontato da attori, amici, collaboratori dell’attore-regista romano; mentre tra poche ore verrà proiettato il primo dei due film sorpresa, 1942, interpretato da Adrien Brody e Tim Robbins.

Forse, per dirla tutta, sarebbe a dir poco anacronistico pensare a un Festival con abiti lunghi e budget milionari per far sfilare star straniere sul red carpet in un momento come questo: e dunque, questa edizione sobria e “diversa” del Romafilmfest potrebbe anche rappresentare una svolta verso qualcosa di nuovo. Per adesso non ci resta che attendere.

Nella foto il neo direttore Marco Muller.
Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com – Romina Greggio