Alberto Barbera nuovo direttore della Mostra del Cinema di Venezia

A un passo dalla mancata riconferma a Presidente della Biennale, per un ultimo guizzo lottizzativo del governo Berlusconi, Paolo Baratta non ha ceduto un centimetro ritrovandosi così, una volta caduto il “progetto Malgara” voluto da Galan e dal Cavaliere, pronto più che mai a dar nuovo corso al prossimo quadrienno alla guida dell’ambita e rinomata istituzione culturale veneziana.

E per dare un segno inequivocabile della rinnovata leadership – e del sostegno unanime del governo (placet del Ministro Ornaghi) e del CDA della Biennale – Baratta ha anticipato il consiglio di amministrazione per decretare le nomine dei direttori in scadenza (per la Mostra di Architettura è stato nominato David Chipperfield). Ed ecco il segno di discontinuità: via Müller, dentro Barbera. Che i rapporti di Baratta con il direttorissimo del settore cinema delle ultime otto edizioni fossero ai minimi termini non era ormai più un segreto per nessuno, e che il braccio di ferro tra i due avesse potuto avere un solo vincitore era inevitabile. L’ha spuntata Baratta, certo più avvezzo a lottare su questo campo. Dunque poche – fredde – parole per liquidare le gesta internazionalmente molto apprezzate del critico romano esperto d’oriente e un caloroso benvenuto al cinefilo biellese direttore del Museo del Cinema di Torino Alberto Barbera. E proprio la rassicurazione di poter mantenere il doppio incarico (Museo e Mostra) pare aver fatto accettare a Barbera la proposta del Presidente della Biennale.

Un cambio della guardia certamente d’effetto, anche se non a sorpresa; quello di Barbera è un ritorno in laguna, dove aveva già ricoperto la carica di direttore della Mostra dal 1998 a 2001, nominato proprio da Baratta all’epoca della sua prima presidenza. E il nuovo direttore ha già una sua ricetta – che, in realtà, sulla carta, non ha molto di nuovo – riassumibile in tre punti chiave: una riqualificazione degli spazi logistici del Festival (si riuscirà a completare il nuovo palazzo del cinema?), la creazione di un mercato per i film (che per il momento potrebbe essere un light market) e l’istituzione di attività permanenti (come accade a Cannes e Berlino). Obiettivi tanto concreti quanto difficili da perseguire. Vedremo se il ritrovato tandem Baratta-Barbera riuscirà a centrare l’obiettivo.

Per quanto riguarda Marco Müller, che ha certamente dato forte personalità alle Mostre che ha diretto, il suo futuro pare avere la strada segnata: Roma e il suo Festival lo attendono a braccia aperte (le dichiarazioni di apprezzamento di questi giorni per la manifestazione capitolina – o per le sue potenzialità – sembrano parlare per lui, contraddicendo peraltro alcune frecciatine piuttosto esplicite che egli stesso aveva riservato alla Festa romana). Ma su possibili rivalità tra Venezia e Roma Barbera taglia corto: “Non sono stato assoldato per andare in guerra. Mi hanno chiamato alla Mostra per rafforzarla. Non lavoro contro nessuno”.

Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com – Romina Greggio