Arte lombarda, dai Visconti agli Sforza, Milano al centro dell’Europa – Leonardo da Vinci 1452-1519

Due mostre a Milano

Arte lombarda, dai Visconti agli Sforza, Milano al centro dell’Europa e Leonardo da Vinci 1452-1519, due mostre coprodotte da Skira e Comune di Milano, la prima chiuderà i battenti il 28 giugno, la seconda, dedicata al maestro vinciano, il 19 luglio. Due mostre complementari, inaugurate in aprile in concomitanza con l’apertura dell’Expo, fondamentali per restituire un meritato lustro internazionale a una città che anche storicamente vanta un passato nel quale i milanesi stentano, a volte, pure a riconoscersi.

Due mostre valide per il grande pubblico dei visitatori, ma che costituiscono, allo stesso tempo, un necessario momento di riflessione per gli addetti ai lavori. Di certo si parla della Milano, la Mediolanum già capitale dell’Impero romano e della prima cristianità, che subito dopo Sant’Ambrogio e Sant’Agostino, continuò a mantenere un ruolo notevole durante tutto il Medioevo e che poi con i Visconti e gli Sforza, nel passaggio tra ‘300 e ‘400, riuscì a traghettare un ingente bagaglio simbioticamente economico e culturale nei periodi successivi, con il contributo anche di un curioso e geniale ricercatore quale è stato Leonardo da Vinci. Giunto nel 1482 alla corte di Ludovico il Moro condividerà la sua buona e cattiva sorte fino alla cacciata del Signore di Milano avvenuta nel 1499 per mano degli occupanti francesi, data in cui lo stesso artista si accomiatò dalla città.

Due mostre che, alla fine, restituiscono rilevanza soprattutto a una Milano, grande capitale dell’arte e che potrebbe riprendere questo ruolo attuale in una più consapevole e sentita coniugazione di arte ed economia, anche nell’ottimizzazione di tali progetti culturali per una sua nuova e più sentita consapevolezza storica e contemporanea in un clima sicuramente ancora internazionale. Per i non addetti ai lavori, interessante la riproposta aggiornata di una mostra sull’Arte lombarda tenutasi nell’ormai lontano 1958, curata da vari studiosi e con il contributo di storici dell’arte quali Gian Alberto Dell’Acqua e soprattutto di Roberto Longhi.

“Non ultimo fra i risultati che la Mostra di Milano ha voluto proporsi, è, amo crederlo, quello di sciogliere la cultura lombarda dagli estremi ma ostinati residui del lungo complesso d’inferiorità che l’ha costantemente tenuta in soggezione al confronto d’altre regioni d’Italia; della Toscana soprattutto”. Così Roberto Longhi in Aspetti dell’ antica arte lombarda, dal catalogo della mostra Arte lombarda dai Visconti agli Sforza, tenutasi a Milano, sempre a Palazzo Reale, ed edito da Silvana Editoriale nel 1958. E infatti rileggendo il testo del Longhi, si comprende quanto oggi si potrebbero ancora indagare e approfondire alcuni rilievi dell’arte e della storia della Lombardia che si dipanano e rinvigoriscono nella fase di avvio del cantiere della grande fabbrica del Duomo di Milano, assieme a quelli coevi della Certosa di Pavia, nonché della cappella Colleoni di Bergamo, con un grande fermento e scambio di maestranze artistiche provenienti già dalla Toscana, dal Veneto, e dall’Emilia-Romagna, destinate a segnare un’epoca che proprio per tali necessità contingenti e dinamiche verrà convenzionalmente denominata “gotico internazionale”, felice definizione coniata da storici dell’arte come Roberto Longhi, sulla scia del suo maestro Pietro Toesca, l’autorevole medievalista che già nel 1911 aveva pubblicato “La Pittura e la Miniatura nella Lombardia dai più antichi monumenti alla metà del ‘400”. Il testo fu indicato, dallo stesso riconoscente allievo, “per vigore di analisi, varietà di riscoperte, vigore di sintesi, … forse, nel campo della storia dell’arte, il più gran libro apparso in Italia negli ultimi cinquant’anni. In ogni caso è il libro principe dell’arte lombarda. Un libro senza il quale questa mostra non si sarebbe saputa, non dico condurre, ma neppure immaginare”.

Con il senno di poi, forse oggi, l’esposizione avrebbe potuto trovare più idonea accoglienza nel Castello Sforzesco dove i primordi lombardi, soprattutto nella scultura, trovano così ampia e documentata parallela rappresentanza. La mostra si apre con una ricognizione giottesca attraverso gli evidenti rapporti con le altre scuole della stessa matrice, si veda Padova con Giusto de’ Menabuoi, per poi aprirsi a una sua più specifica identità, da individuarsi in Giovanni da Milano, probabilmente proveniente dalla vicina area comasca.

La cenniniana “riduzione al moderno” attuata da Giotto, anche a Milano non ebbe immediato seguito, tanto che, come per ogni corte che si rispetti, anche nel capoluogo lombardo prevalse la visione integrata e totalizzante di impronta ancora medioevale, dal micro al macro, dei de’ Grassi, destinata quindi a investire la pletora degli Zavattari, dei Bembo, dei Belbello di Pavia, dei da Besozzo, dei Pisanello fino a Zanetto Bugatto, in cui i passaggi dalle bellissime miniature, dalla glittica all’oreficeria, dalla pittura alla scultura all’architettura, il tutto si definisce in un’eleganza di stilizzazioni indirizzate a perdurare a lungo come termine di riferimento per gli alti esiti raggiunti nei vari settori, comprendendo la moda dell’epoca.

Ragguardevoli gli esiti estetici raggiunti anche nella scultura con i contributi del pisano assai attivo a Milano quale Giovanni di Balduccio, di Bonino da Campione e di tutta la schiera dei loro altrettanto notevoli seguaci. La disamina non può che velocemente toccare altri protagonisti che nella ricerca di quel tempo meriterebbero un approfondimento a parte come nel caso di Vincenzo Foppa, precursore di Leonardo a Milano, ma anche del Caravaggio, come ci spiegherà lo stesso Longhi, in un innesto che non può trascurare il Butinone, lo Zenale o il Bergognone. Ma tutto ciò lo storico dell’arte piemontese lo approfondirà in altri suoi studi fondamentali, soprattutto in quelli dedicati al Merisi e al suo rapporto con la cerchia milanese a iniziare da Simone Peterzano, ma risalendo, appunto, al Foppa e allo stesso Leonardo.

Pertanto la connessione complementare con la mostra dedicata a Leonardo e alla sua quasi ventennale presenza a Milano, dal 1482 al 1499, è conseguente a questa grande relazione: da una parte con la cosiddetta ouvraige de Lombardie, dall’altra con il notevole confronto di idee tra artisti destinati a segnare, sul piano intellettuale, tale rapporto di continuità e di rinnovamento che in Leon Battista Alberti prima a Firenze, successivamente a Milano in Filarete, Bramante e soprattutto in Francesco di Giorgio Martini, troverà ampia possibilità di sviluppo. Grazie proprio alla maturità e all’applicazione sul disegno ben assimilato nella bottega del maestro Verrocchio e grazie all’accostamento agli studi prospettici, proporzionali e geometrici-matematici, approfonditi nella frequentazione con Luca Pacioli, per poi risalire e sempre verificare le fonti originarie individuate nel De Architectura di Vitruvio, studiato e adeguatamente riproposto da Cesare Cesariano, sempre in quel di Milano.

Bene, quindi, come comune punto di partenza per la nostra indagine, la riedizione della mostra sull’Arte lombarda curata per l’occasione da Mauro Natale e Serena Romano a distanza di anni. Rimangono tuttavia fondamentali e necessari alcuni approfondimenti tematici a partire dal Foppa e poi, entrando nel merito di Leonardo, sull’opera del Verrocchio, anche in relazione al disegno, e su quella dello straordinario Francesco di Giorgio Martini, per la sua arte, per la sua curiosità e speculazione intellettuale, decisamente antesignana e stimolatrice per la ricerca di Leonardo da Vinci a Milano e per una comune aspirazione all’unità dei saperi, alla fine ancora di impronta medievale se non tradizionale. Due belle e interessanti mostre comunque e da non perdere. Restano ancora pochi giorni alla chiusura dell’esposizione dedicata all’Arte lombarda, mentre rimarrà visitabile fino al 19 luglio la mostra su Leonardo, ancora con le meravigliose opere provenienti da tutto il mondo e gli splendidi e suggestivi disegni, molti dei quali concessi in prestito, per l’occasione, dalla Regina Elisabetta, provenienti dalla sua collezione privata.

Info:
Arte lombarda, dai Visconti agli Sforza, Milano al centro dell’Europa

Dal 12.03.15 al 28.06.15
PALAZZO REALE
Piazza Duomo, 12 – 20122 Milano
ORARI Lunedì 14.30 – 19.30; Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica 9.30 – 19.30
Giovedì e sabato 9.30 – 22.30
La biglietteria chiude un’ora prima. Il prezzo del biglietto comprende audioguida in omaggio
Intero: € 12,00; Ridotto: € 10,00; Ridotto club Skira: € 9,00; Gruppi: € 10,00; Scuole: € 6,00
Famiglie: € 16,00 (1 adulto + 1 ragazzo di età inferiore a 14 anni); BIGLIETTI CONGIUNTI (con audioguida in omaggio): Biglietto congiunto con Mostra Leonardo OPEN: € 20,00. (Visiti Leonardo il giorno dell’acquisto, e torni a vedere Visconti Sforza quando vuoi); Biglietto congiunto con Mostra Leonardo IN GIORNATA: € 18,00 (Visiti prima Visconti Sforza e SALTI LA CODA per Leonardo!)
BIGLIETTI ONLINE I biglietti per la Mostra possono essere anche acquistati online (diritto di prevendita € 1,50 a persona): vivaticket.it
PRENOTA BIGLIETTI: Infoline e prevendite +39 0292800375 (dal lunedÌ al sabato dalle 8.00 alle 18.30)

LEONARDO A MILANO
16 aprile – 19 luglio, 2015

Acquista i biglietti online ed evita la coda in biglietteria.
Catalogo Milano, Palazzo Reale, 16 aprile-19 luglio 2015
ORARI: Lunedì: 14.30-19.30; Martedì e mercoledì: 9.30-19.30; Giovedì, venerdì, sabato e domenica: 9.30-24.00
la biglietteria chiude un’ora e mezza prima
BIGLIETTI
Il prezzo del biglietto comprende audioguida in omaggi: Intero: € 12,00; Ridotto: € 10,00; Ridotto club Skira: € 9,00; Gruppi: € 10,00; Scuole: € 6,00; Famiglie: € 16,00 (1 adulto + 1 ragazzo di età inferiore a 14 anni):
Biglietti congiunti (con audioguida in omaggio) Biglietto congiunto con Mostra Visconti Sforza OPEN: € 20,00 (Visiti Leonardo il giorno dell’acquisto, e torni a vedere Visconti Sforza quando vuoi). Biglietto congiunto con Mostra Visconti Sforza IN GIORNATA: € 18,00; (Visiti prima Visconti Sforza e SALTI LA CODA per Leonardo!)
Biglietti online
I biglietti per la Mostra possono essere anche acquistati online (diritto di prevendita € 1,50 a persona) cliccando sul bottone qua sotto:
SEDE
Dal 16 Aprile al 19 Luglio, 2015
Palazzo Reale
Piazza del Duomo, 12
Milano