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Arthur Schnitzler . Gabriella Rovagnati presenta “Diari e lettere” di Arthur Schnitzler

Arthur Schnitzler nacque nel 1862 a Vienna. Appartenente alla ricca e colta borghesia ebraica scelse la professione di medico, come il padre, famoso laringoiatra. Dopo i primi successi letterari e teatrali abbandonò gradualmente la professione di medico per dedicarsi alla scrittura. Tra le sue opere più note ricordiamo: Girotondo (1896), Al pappagallo verde (1899), Il professor Bernhardi (1912), Signorina Else (1924, UE 1990). Morì a Vienna nel 1931. L’autorevole critico tedesco Marcel Reich-Ranicki così scrive di lui: “Egli era insieme un poeta e un intellettuale critico, artista della parola. I suoi lavori teatrali, novelle e romanzi si possono leggere come frammenti di un’unica grande storia: la storia di una decadenza. La minaccia e il declino del mondo borghese e della civiltà europea, l’assenza di patria e di alienazione: questi sono i temi centrali di Schnitzler”.

Gabriella Rovagnati presenta Diari e lettere di Arthur Schnitzler in presenza del curatore del libro Giuseppe Farese il 12/12/2006 alle ore 00:00 presso Sala delle lauree di Scienze, via Festa del Perdono 3 a Milano.

Il libro
Arthur Schnitzler è considerato uno degli autori più importanti della grande stagione culturale viennese e mitteleuropea fra Ottocento e Novecento. Iniziò la redazione di un Diario dal 1879, quando aveva diciassette anni e continuò per tutta la vita, fino al 19 ottobre 1931, due giorni prima della morte. Storicamente l’arco di tempo va dalle celebrazioni per le nozze d’argento dell’imperatore Francesco Giuseppe e di sua moglie Elisabetta di Baviera, fino a due anni prima della presa del potere da parte di Hitler.
I Diari, pubblicati in dieci volumi dall’Accademia austriaca delle scienze (1981-2000) e di cui il curatore presenta un’amplissima scelta, aprono la vista sul laboratorio della scrittura, ci fanno conoscere lo sviluppo interiore dell’autore, le sue ansie, le sue spietate autocritiche, ma rivelano anche i fatti della sua quotidianità, dell’epoca, dell’ambiente in cui vive. Schnitzler si confronta con estrema lucidità e coscienza critica con figure e problemi del tempo. I Diari sono lo spaccato autentico di questo confronto, in un’epoca in cui avvenivano profonde trasformazioni della società e dell’individuo e il fenomeno artistico assumeva nuove dimensioni. Nei Diari si parla di problemi estetici, letterari, politici, sociali: della scoperta della psicoanalisi, dell’antisemitismo, del sionismo, ma anche del Simbolismo, del Decadentismo, del Naturalismo… E i nomi che vi ricorrono sono quelli di Stendhal, Baudelaire, Nietzsche, Freud, ma anche D’Annunzio, Pirandello, Klimt, Wagner, Mahler…
Le Lettere, pubblicate in due volumi dalla casa editrice Fischer, vanno dal 1875 al 1931. La prima lettera presentata nella nostra raccolta è datata 10 aprile 1875, Schnitzler aveva allora tredici anni, ed è diretta al padre Johann, professore universitario e famoso laringoiatra; l’ultima è una cartolina postale diretta al figlio Heinrich ed è datata 10 ottobre 1931, undici giorni prima della morte. A differenza dei Diari, in cui prevale il tono di confessione, non di rado liberatoria, le Lettere sono, com’è naturale, più controllate e studiate, ma non meno rivelatrici della capacità di Schnitzler di registrare, elaborare e discutere i molteplici fermenti che percorrono il suo tempo. Alcuni dei più autorevoli interlocutori epistolari sono Thomas Mann, Alma Mahler, Werfel, Zweig, Rilke, Hofmannsthal, Gorki…

“Diari e lettere”, di Arthur Schnitzler.
Casa editrice: Feltrinelli
Cura: Giuseppe Farese
Traduzione: Giuseppe Farese
Contributi: Giuseppe Farese
Collana: Le Comete
Pagine: 592
Prezzo: Euro 35