“BACKSTAGE” di Emmanuelle Bercot

A tu per tu con il mio mito

Fuori Concorso
Lucie (Isild Le Besco), una normale diciasettenne, coltiva un vero e proprio culto per una cantante di successo (Emmanuelle Seigner). Il caso provocherà infine il loro incontro e Lucie entrerà nella vita del suo idolo.

Presentato nella sezione Fuori Concorso alla sessantaduesima Mostra del Cinema di Venezia, la nuova pellicola di Emmanuelle Bercot vuole essere un attacco nei confronti della televisione e, più in generale, verso il potere mediatico. La regista francese, da tempo, sembra essere affascinata e, nello stesso tempo, rapita dal fenomeno del divismo: la sua componente irrazionale, la passione disperata che i fan possono provare, il desiderio bruciante che riescono a trasportare, il senso di estrema adorazione e alienazione. A questi stati d’animo si unisce una profonda sofferenza. Una fragilità emotiva. La regista, nel tentativo di descrivere questi stati d’animo, ha fatto il possibile per capire il fenomeno senza cadere in una dimensione di pietà o compassione. Nel lavoro di preparazione dello scritto, le è stata di grande aiuto la lettura di diverse e-mail di fan spedite ai loro eroini da cui emerge, chiaramente, la disperata volontà di perdersi nell’altro.

L’intento alla base del film è, dunque, quello di descrivere il processo emotivo che porta una persona a voler conoscere, ad ogni costo, l’oggetto dei propri desideri. Fin dall’inizio della pellicola, la distanza-separazione tra la tredicenne e la cantante è resa attraverso una serie di espedienti fisici: finestre, barriere, bodyguards. La pellicola cerca di descrivere il momento preciso in cui questi confini vengono superati e con quali modalità avviene l’incontro fatidico. Nonostante la partenza della storia sia buona, superata la prima mezz’ora un senso di stanchezza e affaticamento rischia di assalire lo spettatore. Si ha la sensazione di perdersi continuamente causa la forte esasperazione dei tratti caratteriali dei personaggi che non riescono a raggiungere un buon livello di coerenza. Capiamo facilmente che la ragazza sia la vera vittima di questo intricato sistema ma il film non ci aiuta a riconoscere e distinguere con chiarezza la cause che stanno alla base del meccanismo.

Alla Bercot riconosciamo, però, il merito di trasmetterci un forte senso di carnalità. Le sue attenzioni registiche e di scrittura sembrano preferire l’esplorazione dei corpi, delle facce, dei luoghi rispetto alla semplice presentazione di un fatto o di una storia. Filmare i sentimenti dei personaggi nella maniera più “fisica” possibile. Non è un caso che la Bercot abbia scelto Emmanuelle Seigner per il ruolo della cantante pop. La regista ha voluto lei non solo per la frequente esposizione dell’attrice su riviste, magazines, pubblicità ma soprattutto per questa sua accesa carnalità che da sempre l’ha contraddistinta.

Titolo originale: Backstage

Nazione: Francia

Anno: 2005

Genere: Drammatico
Durata: 115′
Regia: Emmanuelle Bercot
Cast: Samuel Benchetrit, Sandy Lakdar, Isild Le Besco, Noémie Lvovsky, Emmanuelle Seigner, Valéry Zeitoun
Produzione: Caroline Benjo, Carole Scotta