BILLY COBHAM – SPECTRUM BAND
La serata che chiude l’edizione 2005 di “Marostica in Jazz” è da non dimenticare. In Piazza degli Scacchi suonano Billy Cobham e la sua Spectrum Band: uno spettacolo per gli occhi e le orecchie.
Cobham, uno dei capiscuola della batteria moderna, suona assieme a Tom Coster (tastiere), Rick Fierabracci (basso) e Frank Gambale (chitarra): professionisti di prim’ordine che rispolverano quasi tutti i pezzi di “Spectrum”, disco del 1973 che aveva segnato una delle pagine più famose e importanti del jazz-rock, caratterizzato da ritmiche funky e dai vorticosi assoli del batterista di colore, campionato spesso e volentieri dai giovani dj e specialisti delle nuove sonorità (come “Stratus”, il cui riff è stato usato dai maghi del Trip Hop, i Massive Attack).
Ovviamente non mancano i brani nuovi, dato che il gruppo ha inciso un album e si appresta a raccogliere su cd i migliori momenti live di quest’estate: la ritmica funky è grintosa, a volte fin quasi ossessiva; i brani si dilatano (quasi quindici minuti l’uno) per dare spazio alla tecnica strepitosa dei quattro musicisti, in un crescendo virtuosistico davvero notevole.
Cobham ha una batteria vintage che richiama i modelli degli anni Settanta e a dir la verità sembra più un astronave, con cinque tom, due timpani, due casse. Misurati i piatti, solo tre, ma suonati su entrambi i lati (uno dei coupe de teatre che sfoggia durante gli assoli). Alla fine del concerto è quasi frastornato dalla frenesia della musica, quasi non riesce a parlare davanti al microfono per la confusione. Si riprende, tira il fiato e ringrazia tutti. Ci sarà un nuovo “Spectrum” tra trent’anni?
