“BOLDINI, HELLEU, SEM. MITI E PROTAGONISTI DELLA BELLE EPOQUE”

A Castiglioncello (LI) dal 7 luglio al 12 novembre 2006, una mostra sui migliori interpreti dell'alta società parigina di fine Ottocento

A Castello Pasquini di Castiglioncello, famoso per aver ospitato negli anni belle mostre riguardanti la pittura dei macchiaioli, è aperta fino al 12 novembre la mostra “Boldini, Helleu, Sem. Miti e protagonisti della Belle Epoque”. Dopo aver presentato nel 2004 “Il mondo di Zandomenghi”, il pittore veneziano vissuto a Parigi, e nel 2005 “Da Courbet a Fattori”, Castiglioncello si riconferma un importante appuntamento estivo per gli amanti della pittura di fine Ottocento.

La curatrice Francesca Dini presenta tre autori che hanno operato in Francia tra l’ottocento e il novecento: il più noto in Italia è il pittore ferrarese Giovanni Boldini, mentre gli altri due sono autori francesi: il pittore Paul Cesar Helleu e il caricaturista Georges Goursat, detto Sam, entrambi amici di Boldini. L’epoca interessata è la “Belle Epoque”, quando il mondo dei nobili e della ricca borghesia viveva gli anni di sviluppo economico e di cambiamenti con grande disinvoltura e voglia di vivere. L’Operà. Il Circo, il Bal Tabarin, l’Ippodromo, ed altri locali di ritrovo dei ricchi del tempo, sono entrati nell’immaginario collettivo grazie anche ai pittori impressionisti che ce ne hanno tramandato l’immagine. Un mondo destinato a scomparire allo scoppio della prima guerra mondiale, ma ad essere ricordato e rimpianto come anni spensierati, vissuti intensamente ed allegramente da quei ceti sociali che potevano permetterselo.

Di Boldini, nella mostra, viene lasciato fuori il periodo italiano con l‘adesione del pittore alla corrente dei macchiaioli; troviamo invece il Boldini parigino. Elegante, bravo, richiesto come ritrattista particolarmente dalle donne, di cui era un grande ammiratore. Bisogna ricordare la sua grande facilità di esecuzione, la sua straordinaria bravura dovuta alla piena padronanza della tecnica pittorica. Arrivato a Parigi, città internazionale, laboratorio di idee, piena di vitalità, con una ricca borghesia disposta a farsi immortalare dai pittori più bravi, Boldini trovò l’humus ideale per dare libero sfogo alla ricchezza delle sue idee e per mostrare a tutti l’abilità, fino al virtuosismo, del suo pennello. Divenne ben presto un pittore alla moda, richiesto e ben pagato. Delle sei sezioni in cui è divisa la mostra due sono dedicate a lui: nella prima lo troviamo con una produzione di dipinti con scene di costume di tipo settecentesco gradite a chi non sopportava i cambiamenti dovuti al progresso. Ma Boldini, che per queste opere era stato rimproverato dai suoi colleghi macchiaioli, sapeva immergersi anche nella realtà del suo tempo mostrando, come si può vedere, scene di boulevard, di caffè, di piazze affollate come facevano gli impressionisti, senza però diventare mai uno di loro. Ma anche senza ritornare alla tecnica della “macchia”. Non mancano, nella seconda sezione, i ritratti delle donne per i quali era famoso e ricercato. Sono opere smaglianti di straordinaria eleganza, ritratti dove la bellezza si coniuga con una raffinatezza estenuata. Sono personaggi femminili che vivono a pieno titolo la mondanità del tempo.

A Helleu è dedicata seconda parte della mostra. Questo pittore, amico di Claude Monet, divenne presto un pittore alla moda, richiesto dalla buona società disposta a pagare per i suoi quadri. Entrato nelle simpatie del Conte di Montesquiou, celebre personaggio del suo tempo, poeta, esteta e raffinato ammiratore delle belle cose di cui soleva circondarsi, a sua volta impeccabile nella sua eleganza, quasi un arbiter elegantiae, era stato da questi lanciato con successo nella buona società. Helleu si fece notare, tra gli altri suoi lavori, con un pastello –qui presente- in cui ritraeva una splendida modella dai capelli rossi diventata poi sua moglie. La sua pittura elegante rivela toni meno mondani di quella di Boldini, in particolare i suoi ritratti per i quali non era meno richiesto dell’amico ferrarese. Molte opere riguardano i suoi famigliari ripresi in atteggiamenti affettuosi. C’è nella mostra una sezione riguardante le opere che gravitavano nell’ambito del Conte di Montesquiou e da lui prodotte. C’è un suo ritratto del Conte su carta messo qui a confronto con quello straordinario fatto da Boldini, sempre al conte di Montesquiou che ne mette in mostra le raffinata eleganza al punto tale da farlo apparire quasi una caricatura. La qualità del dipinto è notevole e ci parla del Conte e della sua personalità di esteta molto più di un lungo discorso fatto su di lui. Helleu ha un’altra sezione della mostra, dedicata alle sue opere di paesaggio in cui si ha modo di vedere la sua appartenenza all’impressionismo. Un impressionismo dai toni chiari dalle superfici distese senza le pennellate guizzanti degli impressionisti che lo hanno preceduto, ma non meno suggestivo né meno bello. Alcune sono opere che rappresentano barche a vela, e yachts, su uno dei qual, di sua proprietà, viveva per periodi accogliendo i suoi amici, sempre vestito in modo elegante con la sua figura slanciata da gentleman.

Sam non era pittore ma caricaturista. Nella sezione a lui dedicata compaiono una trentina di litografie. A differenza di Toulouse Lautrec o di Daumier, ad esempio, le opere di questo autore (di cui è presente nella mostra un magnifico ritratto eseguito da Boldini), le opere di Sam, si diceva, non sono lavori che graffiano. Le sue caricature mostrano gli ambienti e i ritrovi dove si svolgevano i riti della vita mondana dei ricchi personaggi del suo tempo, che frequentava con i suoi amici pittori alla moda. Le sue opere sono belle, dal segno chiaro e dagli spazi ben definiti e dalle simpatiche deformazioni delle fisionomie dei personaggi benevolmente rappresentati. Non satira, non critica di tipo sociale, ma una simpatica presa in giro tra amici.

Cosa lega questi tre artisti tra loro, oltre ad una lunga e reciproca amicizia? Dalle opere si vede che tutti e tre sono stati autori di successo. Che hanno risposto alle richieste della ricca committenza mostrando nelle loro opere l’aspetto migliore che tale committenza voleva vedere di sé stessa. Che non sono stati innovatori della pittura, ma che hanno dato prova di adoperare le tecniche pittoriche con grande maestria e gran virtuosismo. Che hanno anche mostrato, forse inconsciamente, e Boldini in particolare, che le donne raffigurate erano “donne coi nervi a pezzi affaticate da questo secolo tormentato”…”questi tremori queste contrazioni sono in sintonia con quest’epoca di nevrosi” come riconosceva lo stesso Sam. Tre autori piacevoli e interessanti, a loro modo sinceri, che si apprezzano volentieri.

“BOLDINI, HELLEU, SEM. MITI E PROTAGONISTI DELLA BELLE EPOQUE”
Dal 7 luglio al 12 novembre 2006
Castiglioncello (LI), Castello Pasquini
Informazioni: Ufficio Cultura – Comune di Rosignano Marittimo
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Centro per l’arte Diego Martelli
Tel 0586 759012
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