BOLDINI NELLA PARIGI DEGLI IMPRESSIONISTI

In mostra a Ferrara

Giovanni Boldini, avviato alla pittura dal padre Antonio ( attivo a Roma nella cerchia del faentino Tomaso Minardi), torna nella natia Ferrara con la mostra “ Boldini nella Parigi degli impressionisti ( 20 settembre –10 gennaio).

Vi torna attorniato dalla sue altezzose dame ma non più come un “ crapaud” che va “ aux fraises” come dicevano di lui i malevoli invidiosi, per alludere con cattiveria sia al suo disgraziato aspetto fisico, che all’attrazione irresistibile da lui provata verso le belle donne. Torna, non più come un “rospo” ma da artista capace di resistere oltre il travolgente successo mondano che le dame ( le”fragoline” della caustica battuta) gli avevano decretato , per averle trasformate in icone di tutto ciò che l’essere ricco, aristocratico, fascinoso, significa.

A lungo dopo la sua morte avvenuta agli inizi degli anni trenta del secolo scorso, quasi ottantenne, le mostre che a cadenza sempre più ravvicinata gli venivano dedicate, miravano a scandagliare le sue opere per decidere , una volta per tute, se dietro lo scintillio dei suoi quadri, in particolare modo dei ritratti, la luminosità trasparente di certi paesaggi campestri, restasse la sostanza di una pittura capace di superare la moda del momento per rivendicare un suo posto d’onore nella storia dell’arte. Ormai queste indagini appaiono superate , il suo talento, la sua forte e originale personalità sono fuori discussione. Si espone Boldini e lo si visita per abbandonarsi al piacere estetico di una pittura che con i virtuosismi vorticosi delle pennellate, la nettezze delle linee nel delineare spazi riesce a creare quadri che sembrano fatti di getto mentre in realtà sono frutto di meticolosi studi preparatori e ripensamenti fino a quando essi non corrispondono alla sua idea creatrice. Vi sono ancora però, periodi non sufficientemente scandagliati come ad esempio il primo periodo di attività parigina negli anni dal871 l 1886 quando produsse opere di pregevole qualità e enorme successo fra i collezionisti specie americani, per capire come si inserisce nella rivoluzione impressionista per poi seguirne la sua personale,originale evoluzione

Il suo talento, precocemente rivelatosi fino dagli anni fiorentini in cui si avvicina al gruppo dei macchiaioli, esplode infatti, in pieno a contatto con la brillante vita parigina. In tutte le fasi che attraversa la sua attività creatrice , vari sono i generi rappresentati: paesaggi urbani, e campestri ( in mostra fra l’altro,lo splendido “ Grande route a Combes-la Ville “luminoso e trasparente come un’opera ad alta definizione),il suo studio, gli oggetti casalinghi, nudi, autoritratti ma è per i ritratti di gentiluomini, direttori d’orchestra, musicisti ( si veda lo straordinario ritratto di Verdi), e soprattutto delle gran dame del bel mondo, che Boldini trova la sua forma espressiva più fortunata e destinata ad un successo sempre crescente. Dalla galleria di questi personaggi femminili pare sprigionarsi un fruscio di sete e pellicce, trasparenze di veli, mentre il vorticare delle gonne in movimenti resi con sapiente gioco prospettico pare muoversi al ritmo di un valzer o di un can can. Di questa sua lunga vicenda pittorica la mostra del palazzo dei Diamanti da ricca testimonianza attraverso circa novanta capolavori ordinati in sezioni tematiche . Nella prima sala dedicata ad un veloce excursus sugli anni fiorentini, spicca il piccolo, delizioso quadretto delle Sorelle Laskaraky colte in un momento di intimità familiare con le figure sciolte in pose spontanee di grande naturalezza.

Si entra nel tema della rassegna con dipinti dai toni brillanti e soggetti spesso esotici oltre a vedute di città capaci di restituire i ritmi e lo spirito di quel tempo con le vie affollate di carrozze, cavalli piccole figure sperdute nella ampia prospettiva. Quando il suo occhio si posa sui paesaggi capestri si sprigiona in pieno la trasparenza, i giochi di colore, la luminosità trasparente della pittura en plein air.
Negli anni novanta dell’800 sviluppa una serie di ritratti di cui l’ultima sezione dà ricca testimonianza Madame Max e Cleo de Morode chiudono in un trionfo di eleganza, fascino, alterigia, questo omaggio di Ferrara al suo geniale figlio.

Palazzo dei Diamanti – Ferrara
Orario:
aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso, dalle 9.00 alle 19.00
Aperto anche 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio
www.palazzodiamanti.it