BRAQUE KANDINSKY CHAGALL BONNARD

A Palazzo dei Diamanti a Ferrara

Era il 1964 quando a Saint Paul de Vence , angolo magico della Provenza, terra privilegiata ricca di luce, colori, di profumi, ispiratrice di tanti pittori, venne inaugurata da André Malraux la Fondazione Aimé e Marguerite Maeght, galleristi, mecenati, scopritori di talenti.

Esempio unico di fondazione privata in Europa, è un insieme architettonico pensato e finanziato dai Maeght per presentare l’arte moderna e contemporanea in tutte le sue forme, ed essere un centro concepito allo scopo di stimolare la creazione artistica e la ricerca di nuovi linguaggi espressivi.. Giacometti, Mirò Chagall, Braque e altri hanno collaborato con l’architetto a questa realizzazione creando spesso opere monumentali perfettamente inserite nella costruzione.

Aimé, editore di fama, gallerista fra i più noti e innovatori di Parigi, non si fossilizzava nella valorizzazione di un unico movimento, ma, quasi in gara con le gallerie americane, fu aperto alle ricerche delle generazioni più giovani , contribuendo in modo significativo al rinnovamento artistico del dopoguerra.
La mostra ferrarese espone un centinaio di opere specie dipinti, ma anche sculture, litografie, disegni, fotografie, ceramiche , volumi delle Edizioni Maeght e sceglie nel percorso espositivo, un criterio tematico seguendo i numeri della rivista Derrier le miroir , catalogo che accompagnava ogni esposizione, ricco oltre che delle illustrazioni, di articoli letterari sull’opera dell’autore presentato.

All’inizio del percorso una bellissima “ Fanciulla distesa “ omaggio di Bonnard a Marguerite, si accompagna ai ritratti realizzati da Matisse e Giacometti, uno degli artisti maggiormente debitore verso il gallerista mecenate, prodigo di consigli, di sproni , organizzatore di sue memorabili mostre che lo hanno praticamente imposto sul mercato. Per cogliere in pieno l’efficacia della valorizzazione dei suoi artisti, si pensi che attualmente Giacometti è l’artista che può vantare il prezzo più alto raggiunto in un’asta di autori del ‘900, con l’opera L’homme qui marche ( una delle cinque copie esistenti è visibile in mostra) aggiudicata per 74 milioni di euro. Il surrealismo e l’irriverente provocazione di André Breton e Marcel Duchamp protagonisti di una memorabile mostra nel ’47 si fanno rappresentare dal catalogo con la audace copertina ideata da Duchamp segnata da una protesi in gomma di un seno femminile al fine di scioccare fin dalla presentazione, i visitatori disorientati di fronte a quelle surrealistiche innovazioni , mentre una lunga banda di tessuto, discendente trasgressiva del celebre telo di Bayeux, srotola l’enigmatico Serpente-Superstizione di Mirò dai segni cabalistici. Il cubismo fantastico di Chagall, i suoi angeli caduti ,innamorati e animali volanti affascinarono in modo particolare Maeght che riuscì ad avere in esclusiva l’artista russo presente in mostra con” Sole giallo de ’58 , vari dipinti ,ceramiche, gouaches. Un’interessante sezione dal titolo Bianco e nero espone il grande Cespuglio, opera su carta di Matisse realizzato su richiesta di Marguerite molto attenta alla varia funzionalità dei mezzi espressivi diversi dalla tela. Gli animati uccelli in fil di ferro ideati da Calder assieme a Sumac V dono di nozze per il giovane Adrien figlio dei due mecenati , sono inseriti accanto alla mirabile Gioia di una fanciulla davanti al sole di Mirò che spicca fra altri oli e gouaches.

Chiude la rassegna una selezione di interessanti foto storiche che documentano la nascita e i momenti più significativi della Fondazione realizzata dall’architetto catalano Josep Liuis Sert in collaborazione con gli artisti e le Soirées de la Fondation Maeght , serate musicali famose per la partecipazione dei grandi della musica e della danza ispirati da quell’atmosfera di bellezza e arte sotto gli ondeggianti tre soli gialli di Calder animati dalla dolce brezza del sud.