“Baby doll” di Tennessee Williams

Oh baby, baby doll

Dallo scenario per il cinema di Tennessee Williams, Pierre Laville trae il testo di uno spettacolo riuscito, grazie all’ottima regia di Benoît Lavigne e ad un cast che si cala perfettamente nei sei personaggi in scena.

Scritto nel 1956 per il cinema, Baby Doll racconta di una giovane ragazza che a diciotto anni viene data in sposa dal padre ad un uomo maturo, che possa occuparsi di lei, dopo la sua morte. La giovane, apparentemente ingenua e ‘baby’, stringe un accordo segreto con il marito: sarà sua solamente dopo aver compiuto ventanni. Il marito crede che la giovane non si senta pronta ad avere rapporti intimi con lui, mentre Baby Doll spera di riuscire a scappare da un uomo violento e arrogante che la ripugna. Ma Archie Lee, il marito, è ossessionato dalla ragazza, al punto da masturbarsi davanti la porta della sua stanza e da cercare di violentarla. Ad aiutare la giovane giunge Silva Vaccaro, un vicino e concorrente di Archie, che vuole vendicarsi dell’incendio delle macchine del cotonificio messo in atto dallo stesso Archie per danneggiarlo. Il migliore strumento per vendicarsi è sicuramente Baby doll che Silva cerca, con successo, di sedurre e di allontanare definitivamente da Archie. Ma Baby Doll rimarrà da sola, senza un marito – o con un marito che non ama – e senza il giovane amante.

Lo spettacolo di Benoît Lavigne si serve di un profilo di interno domestico a due piani per raccontare l’intera vicenda, separando nettamente la stanza da bambina di Baby Doll dalla cucina: sopra la purezza dell’infanzia, sotto la violenta quotidinanità del matrimonio. E tra questi due livelli si gioca l’intero racconto, tra violazione dell’infanzia – la scena iniziale della masturbazione di Archie mentre all’interno della stanza Baby Doll dorme in un letto da bambina – materialità della vita reale – la cucina con l’occorente per la cena – e volontà di cambiamento – Baby Doll lascia che Silva dorma nel suo letto da bambina.
Baby Doll di Mélanie Thierry è perfetta tra castità e ingenuità, volontà e sicurezza, adattandosi a tutte le diverse pieghe di questo complesso personaggio. Xavier Gallais incarna la perversione di Silva sapendo passare dagli eccessi di rabbia alla sensualità più disinibita. L’Archie di Chick Ortega è assolutamente convincente, spaventoso e disperato nello stesso tempo. La zia Rose di Monique Chaumette così come Moise di Théo Légitimus si amalgamano al gruppo con sicurezza e dando corpo ai due personaggi marginali.

Baby Doll di Tennessee Williams
adattamento di Pierre Laville
Regia di Benoît Lavigne – Scene e costumi: Laurence Bruley
Con: Mélanie Thierry, Xavier Gallais, Chick Ortega, Monique Chaumette, Théo Légitimus.
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