“Battleship”: la battaglia navale secondo Peter Berg

Il regista a Roma per presentare lo spettacolare blockbuster

Roma – Proprio quando pensiamo di averle viste davvero tutte, il regista newyorchese Peter Berg atterra sorridente nella città eterna per annunciare l’uscita di Battleship, rivisitazione fantascientifica del gioco da tavola più noto del pianeta (battaglia navale).

Un’idea assurda a una prima lettura, ma dalle poche sequenze introduttive, lo scetticismo sembra dissolversi velocemente.
Astronavi titaniche che emergono dalla profondità degli oceani, alieni antropomorfi dalle armature spesse e conflitti a fuoco massiccio, rappresentano solo il principio di un’epopea dai tratti catastrofici e avveniristici.

Lo stesso Berg, raccontandoci le numerose difficoltà alla base del film, ha spiegato quanto fosse fondamentale dare un’impronta innovativa a un tema
così rischioso, sia da un punto di vista narrativo che tecnologico.

Ma ancora prima della sua uscita, vengono già anticipate al regista alcune critiche a brucia pelo; come quella dichiarata da James Cameron in un’intervista a “Der Spiegel”, nella quale il creatore di Avatar giudica pellicole dello stampo di Battleship un simbolo del crollo idealistico hollywoodiano.

Al pari di un guerriero irriducibile, però, il regista yankee non si è lasciato intimidire nè tantomeno abbattere dalle taglienti frecciatine dei colleghi, spinto continuamente dal desiderio di poter entrare di diritto nell’Olimpo dei grandi cineasti devoti alla filosofia del blockbuster.
Inoltre, nella pellicola appare al suo esordio sul grande schermo l’acclamata pop star Rhianna, che si è dimostrata entusiasta nell’affrontare questo tassello decisamente impegnativo della sua carriera.

Ancora presto per parlare di un cambio dimensionale in 3D, nonostante Berg abbia confessato la sua riluttanza agli occhialetti, ai quali attribuisce solo la causa di vorticosi giramenti di testa.