Berlinale: “Kraftidioten – In Ordine di Sparizione” di Hans Petter Moland

In ordine di sparizione

Concorso
Nel 2010 il regista Hans Petter Moland presentò a Berlino A Somewhat Gentle Man, un film divertente e piacevole tanto che ricevette premio dei lettori del quotidiano locale Berliner Morgenpost. Fu invece ingiustamente ignorato dalla giuria del festival, così come dai distributori internazionali.

È possibile che la stessa sorte capiti a questa sua commedia, drammatica ma nel contempo anche di troppo raffinata ironia per un pubblico abituato a categorie manichee.
Ironia fin dal titolo: “Karaftidiot” significa più o meno quello che i milanesi intendono con “Gross e baloss”: non certo un complimento, insomma. Anche il titolo inglese “In ordine di sparizione” è ironico, con quel suo ribaltare la frase che sta in coda ai film e introduce gli attori in ordine, normalmente, di apparizione.

Ambientato nel rigido, nevoso e buio inverno scandinavo, il film racconta di un uomo che di nome fa Nils ma con il suo cognome è deriso da tutti, perché si riferisce al pene. Tuttavia è un uomo gentile e disponibile, insignito del titolo di cittadino modello, nella sua officina ha i più aggiornati modelli di macchine spazzaneve. Ma quando il figlio ventenne viene trovato morto per overdose, in lui si scatena un tremendo bisogno di vendetta, convinto come è che il ragazzo non si sia drogato ma sia stato ucciso. Inizia così la sua spietata caccia ai malavitosi, con sequenze mozzafiato e drammatiche. Sempre però con opportune dosi di ironia, come il discorso del capobanda sul rapporto tra welfare e clima che, in sintesi, dice che non c’è welfare nei paesi dove fa caldo perché non serve. “No welfare dove fa caldo, non serve mica!”.

E così, in un crescendo di “noir rosso sangue”, in ordine di sparizione sappiamo i nomi dei delinquenti fatti fuori dall’uomo tranquillo, a uno a uno. La strage da origine a una escalation di violenza tra malavitosi locali e quelli “di importazione”, i serbi (capitanati da un efficace Bruno Ganz), che si accusano reciprocamente, ignorando chi è il vero autore delle uccisioni e finendo per annientarsi a vicenda.

Stesso protagonista del 2010, ottimo e perfetto nella parte, è lo svedese Stellan Skarsgård, pluripremiato attore che non ha mai avuto atteggiamenti da divo, nemmeno sullo schermo. Anzi, lo ricordiamo per lo più nella parte del buono-ma-sfigato, come successo all’indimenticabile ruolo di Bill Anderson in Mamma mia!, dove è preferito al rivale, più “ingessato” ma più “divo” Sam – Pierce Brosnan, anche lui alla Berlinale 2014 protagonista del film A long way down.

Titolo originale: Kraftidioten
Nazione: Norvegia
Anno: 2014
Genere: Azione, Commedia
Durata: 116′
Regia: Hans Petter Moland
Cast: Stellan Skarsgård, Bruno Ganz, Pål Sverre Hagen, Birgitte Hjort Sørensen, Anders Baasmo Christiansen, Gard B. Eidsvold
Produzione: Paradox
Distribuzione: Kock Media
Data di uscita: Berlino 2014
29 Maggio 2014 (cinema)