Berlinale: “La religieuse (The Nun)” di Guillaume Nicloux

La religiosa

Concorso
BERLINO – Ieri questo film, uno dei tanti presentati alla Berlinale, girato da un regista che si dichiara ateo, contestava la Chiesa cattolica. Poche impressioni ne sono derivate, e non tutte significative.
Oggi la notizia delle dimissioni del Papa tedesco occupa le prime pagine dei giornali. Pare una risposta, indiretta: la chiesa ha finalmente il coraggio di essere anche debole, umana, di dire “no”. “Una scelta che merita rispetto”, afferma il sindaco di Berlino, omosessuale dichiarato.

Il testo dal quale è tratto questo film è La religieuse di Dens Diderot, pubblicato in Italia con il titolo ‘La monaca (che io ho usato per la traduzione del titolo anche del film). Rivoluzionario per l’epoca (1758), nella quale fu scritto, era un inno alla libertà, ancora oggi di valore universale, dove una donna, per giunta una monaca, ha avuto il coraggio di dire “no”. Il testo non è solo una spaventosa satira della vita dei conventi e nemmeno solo una denuncia delle ingiustizie e delle assurde privazioni fisiche e spirituali cui la paradigmatica protagonista è sottoposta. Vuole rappresentare la lenta presa di coscienza e di identità di una donna, della sua affermazione contro la segregazione cui la società bigotta e ottusa l’ha condannata, in un percorso di emancipazione femminile ante litteram.

Dall’opera di Diderot fu tratto già un film di Jacques Rivette, presentato al festival di Cannes nel 1966, lavoro che ebbe successo ma fu criticato e censurato, pur in piena nouvelle vague.
Il film di Nicloux è, dal punto di vista formale, perfetto. Ma c’è quel ma che non convince. La satira non deve diventare comica. Gli spettatori in sala hanno riso di fronte a certe scene di morbosa sensualità: hanno riso perché facevano ridere, avrebbero dovuto invece far riflettere su questioni che sono ancora attuali, come i casi di pedofilia tra i religiosi. Altre scene di crudeltà erano troppo violente, forse superflue nell’economia generale del messaggio, che viene così a perdere di centralità, che indebolisce quel “no” di portata universale, dove l’individuo sceglie la vita che vuole vivere anche contro le convenzioni.

Tuttavia si è assistito a una grande prova di interpretazione degli attori, con un Isabelle Huppert forse divertita a giocare una ruolo senza trucco, una giovane Pauline Etienne nel ruolo di Suzanne di grande efficacia drammaticae una buona prestazione anche di tutti glialtri.
Solo il regista, il quarantasettenne Guillaume Nicloux, pare essersi cimentato in una prova al di sopra delle sue possibilità.

Titolo originale: La religieuse
Nazione: Francia, Germania, Belgio
Anno: 2013
Genere: Drammatico
Durata: 100′
Regia: Guillaume Nicloux

Cast: Isabelle Huppert, Martina Gedeck, Louise Bourgoin, Alexia Depicker, Marc Barbé, Pascal Bongard, Agathe Bonitzer, Gilles Cohen, Alice de Lencquesaing, Françoise Lebrun, Pauline Etienne, François Négret
Produzione: Les Films du Worso, Belle Epoque Films

Data di uscita: Berlino 2013