Berlinale: “Midnight Special” di Jeff Nichols

Incontri familiari del terzo tipo

Berlinale 2016: Concorso
Il padre naturale del piccolo Alton rapisce il ragazzino, che era finito sotto le grinfie di una setta che lo aveva adottato e sfruttato come “idolo”. Egli dà così il via a una fuga lungo le strade e i motel degli Stati Uniti, cercando di proteggere il ragazzo, che sembra essere fornito di doti eccezionali.

Habitué della Berlinale, dopo essersi fatto notare come uno dei giovani registi statunitensi più interessanti degli ultimi anni (suoi Take Shelter e Mud) Jeff Nichols torna ad affrontare rapporti familiari complessi e visioni apocalittiche con questo suo ultimo lavoro che si barcamena fra diversi generi e citazioni. È infatti un road movie dalla forte componente fantascientifica, tanto da essere stato battezzato dallo stesso autore come uno “sci-fi chase film”, visto che la spina dorsale della trama consiste appunto nel tentativo di proteggere dall’inseguimento dei vari “malintenzionati” di rito un misterioso ragazzino che vediamo all’inizio bardato di cuffie giganti, occhialoni protettivi e di un mutismo poco naturale.

Scopriremo che Alton ha dei “poteri” speciali, dietro ai quali ovviamente si scatena la caccia di FBI e altre possibili e immaginabili agenzie governative da scenario emergenziale. Aggiungeteci che un santone a capo di una setta religiosa (un Sam Shepard di cui a un certo punto la sceneggiatura sembra dimenticarsi del tutto) vuole anch’egli riagguantare il suo figlioccio, attorno al quale ha appunto creato una sorta di culto messianico, che dovrebbe trovare compimento a quattro giorni dall’inizio delle vicende rappresentate, quando una strana profezia legata al ragazzo taciturno dovrebbe appunto compiersi per suo tramite.

Diciamo subito che questo è uno di quei film in cui la somma di addendi più che positivi non corrisponde ad un esito complessivo proprozionalmente adeguato: se regia, scansione drammatica, recitazione “badass” e spinte millenaristiche danno vita a una storia che tiene incollati allo schermo per almeno metà della narrazione, alla fine dei conti si ha come l’impressione che Nichols non sia riuscito a inventare un esito che fosse all’altezza di cotanti ingredienti. Lungi dall’incorrere in spoiler: il ragazzino costretto a svolgere un ruolo più grande di lui si svelerà trait d’union di realtà diverse e forse comunicanti, ma la stessa evoluzione dei suoi “poteri” non ci sembra risolta in modo totalmente logico. Essendo abbondantemente nel territorio dello sci-fi non pretendiamo certo che le vicende si snodino secondo le leggi della fisica da noi conosciuta, ma forse una maggiore attenzione all’eziologia e al radicamento della trama avrebbe giovato; per dirne una: non si capisce da dove e per mezzo di quale ipotetica annunciazione extraterrestre sia spuntato il piccolo Alton, dotato di speciali doti soprannaturali.

Impossibilitati a svelare il finale (nel quale sta forse appunto tutta la delusione di un film riuscito solo a metà) possiamo solo dire che Nichols rimane sospeso fra omaggi carpenteriani, la rievocazione di Incontri ravvicinati e Ultimatum alla terra, e il coming-of-age movie che si concentri sull’evoluzione (umana e “sovrumana”) del piccolo protagonista. Interessante è infatti forse più la rete di rapporti che si crea sulla linea padre-figlio-(possibili) padri putativi che non la machinerie scientifica di per sé: se sette, agenzie federali e genitori un po’ distratti si contendono un bambino talentuoso, ma lo fanno solo nel momento del bisogno e a scapito della sua stessa incolumità, forse qualcosa di marcio in questa società americana ci dev’essere. Qualcosa, ci ricorda Nichols, nella società e nel sistema del “controllo” è andato a ramengo, e forse l’unica soluzione non è… di questa terra.

Se la costruzione dei personaggi è dunque concisa e sintetica quanto basta ad evocare più che a spiegare, se la fase costruttiva della storia riesce nella magia di coinvolgere in modo profondo attenzione e interesse dello spettatore, pur tuttavia Nichols rimane indeciso fra la soluzione ecologica, quella millenaristica-new age e l’aggiornamento del mondo spielberghiano di alieni ed E.T. vari.

Si comprenda bene: i nostri rimproveri sono del tutto ben intenzionati. Se si costruisce un’aspettativa alta, basata su una ottima drammaturgia, si deve poi essere all’altezza di non riproporre un finale un po’ “riscaldato”. Peccato, perché questo rimane un film che potrà avere un pubblico relativamente ampio in forza dei suoi singoli componenti (Michael Shannon funzionalmente monotono, Kristen Dunst casalinga tormentata, comprimari di un certo peso…), ma che lascia insoddisfatti per la soluzione incerta e un po’ derivativa.

Titolo originale: Midnight Special
Nazione: U.S.A.
Anno: 2015
Genere: Commedia

Regia: Jeff Nichols
Cast: Kirsten Dunst, Adam Driver, Michael Shannon, Joel Edgerton, Sam Shepard, Scott Haze, Paul Sparks
Produzione: Tri-State Pictures, Warner Bros.
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Data di uscita: 2016 (cinema)