Berlinale: “Will you still love me, tomorrow?” di Arvin Chen

Dice il saggio...

Panorama
BERLINO – Succede a volta al festival del cinema di Berlino che pellicole sconosciute siano presentate in una sala da quattrocento posti completamente gremita e per giunta con un parterre da grandi occasioni.

È quello che è successo alla Berlinale 2013 per questo film che prende il titolo dalla popolare canzone degli anni Sessanta di Carole King: ad assistere c’era tutto il gotha del cinema di Taiwan e ospite d’onore nientemeno che Wim Wenders.
Parlando di Cina, a chi non viene in mente la frase “dice il saggio…”? In effetti il film è una lieve e garbata storia di saggezza e equilibrio applicata alle piccole e grandi difficoltà della vita.
Incidentalmente è anche una storia gay, ma compresa nel più ampio discorso dell’accettazione delle diversità, una accettazione non senza traumi e complessità, ma sorretta dall’intelligenza e dal dialogo.

La trama del film è davvero solo un pretesto, benché non sia priva di interesse. È un “gruppo di famiglia in un interno”, famiglia giovane, in una parte di Cina moderna e progredita come Taiwan, che tuttavia non può prescindere dai retaggi del passato. Così si apprende che il marito ha abiurato alla sua natura di omosessuale per salvare le apparenze, ma anche, e forse soprattutto, “per avere una casa, qualcuno di cui occuparsi, cui volere bene”. Infatti è padre amorevolissimo, uomo di casa perfetto (il bambino gli confessa in segreto che in cucina è più bravo della mamma), marito rispettoso ma purtroppo, non altrettanto focoso. Il suo interesse fisico è per un giovane assistente di volo, cliente del suo negozio di occhiali. La moglie dapprima non capisce, si infuria, sospetta l’esistenza un’altra donna. Quando invece capisce la vera situazione, soffre, ma poi i due ragionano ed è lei a proporre il divorzio. In questo modo entrambi potranno avere la vita che desiderano e che giustamente meritano. “Ma saremo sempre una famiglia” promette, mentre una pioggia di petali di rosa saluta il loro cammino verso una gioiosa separazione.

Il giovane trentacinquenne regista sino-americano Chen, cresciuto a San Francisco, è al suo primo lungometraggio. E’ giovane, ma molto probabilmente crescerà.

Un film di Arvin Chen. Con Richie Jen, Mavis Fan, Lawrence Ko, Stone, Kimi Hsia Drammatico, durata 104 min. – Taiwan 2013.