“Buco” di Giorgio Sangati, a Venezia la prima assoluta

Presso la Sala InOff del Teatro Goldoni dal 27 settembre al 10 ottobre

Nella Sala InOff del Teatro Goldoni di Venezia dal 27 settembre al 10 ottobre va in scena, in prima assoluta, Buco di Giorgio Sangati che ne cura anche la regia. Con Anna Tringali, Eleonora Panizzo, Giacomo Rossetto, Massimiliano Mastroeni. Le luci sono di Pamela Cantatore.

Lo spettacolo di Giorgio Sangati, presentato a prologo della Stagione 2012-2013, è una produzione del Teatro Stabile del Veneto e si inserisce nel progetto dedicato alla nuova drammaturgia che intende promuovere la messa in scena di nuovi testi teatrali. La compagnia è composta da quattro giovani attori, anche qui una precisa scelta produttiva dello Stabile che intende dare spazio alle nuove leve del palcoscenico.

Si dice che non si scrivono più testi per il teatro, che la drammaturgia è in crisi, che si raccontano solo storie piccole, sterili, con pochi personaggi, con poco da dire. Buco non sfugge alla terribile diagnosi dello stato del teatro contemporaneo, cerca di fare i conti con la situazione, non fa finta di essere altro, di raccontare un mondo che non esiste, parte dalla realtà e ci gioca fino in fondo. Quattro attori in una sala prove cercano di mettere in scena un testo per un concorso di teatro: pochi mezzi, pochi soldi, poche idee. Lo spettacolo però prende una piega strana e, in un gioco di scatole cinesi, il testo si attorciglia attorno a loro, sposta continuamente il punto di vista, mischia le carte e a venir fuori, più che lo spettacolo, è la vita di quattro ragazzi a cui il mondo sta stretto, che cercano di sognare ma devono fare i conti con il buco che il mondo gli ha scavato dentro.

Quattro attori in cerca di un testo, in cerca di un nuovo modo di fare teatro: semplicissimo e spiazzante, più vero del vero e allo stesso tempo illusione perenne. Questo è Buco, un esperimento radicale, un gioco molto serio, divertentissimo e drammatico, come la vita. Sul palco non c’è nulla, niente scenografia, niente musiche solo gli attori. Sul confine labilissimo tra realtà e finzione solo i loro corpi, la loro bravura. Questo è rimasto al teatro, questa la sua forza.

Teatro Stabile del Veneto