CINEMADAMARE

Diario finale

Nova Siri (Matera). La notte fonda e un po’ fredda non ha scoraggiato i numerosi appassionati di cinema che si son dati appuntamento in piazza Troisi per l’ultimo appuntamento di CinemadaMare, con l’assegnazione dell’Epeo 2005 ed ulteriori riconoscimenti al buon cinema passato in rassegna. A decretarne i meriti è il regista polacco Krzjstzof Zanussi, entusiasta dell’iniziativa lucana che “raggiunge – dice – elevati livelli di arte, oltre a contribuire al confronto di diverse scuole cinematografiche”. Miglior film è risultato “Hibernation” dell’irlandese John Williams, nel quale avevamo fortemente creduto esaltandone notevoli doti artistiche e di fantasia. Meritatissimo dunque, come gli altri due film premiati: il russo “Milk” di Andrei Bogdanov e l’italiano “Grazie al cielo” di Andrea Jublen. Un livello decisamente considerevole come di altri corti proposti nelle serate finali. Opere di cui se n’è parlato sulla costa della Siritide dove, di tarda mattina per un bagno, si sono dati appuntamento appassionati e spettatori occasionali, dal lido Marajà a Castro Boleto. Un bel discutere di cinema e non solo. Di ciascun film si è estrapolato un valore intrinseco, una emozione o una critica benevola. Le stesse che ci confida Zanussi, nel suo gradevole italiano, mentre ci anticipa brevemente del suo ultimo film girato in Sudamerica, che sarà in concorso alla Mostra di Venezia il 4 settembre prossimo. Avrà tutto il nostro consenso, con l’augurio che continui ad emozionarci come ha fatto finora.

E così si spengono le luci su questa terza edizione di CinemadaMare che Franco Rina, caparbiamente, intende portare in Basilicata toccando altre regioni, e facendo quindi della Siritide l’epicentro di un nuovo discorso sul cinema. Segno indelebile di questa Rassegna rimarrà l’incontro artistico fra giovani israeliani e palestinesi, oltre alla bella affermazione degli irlandesi. E poi l’omaggio a Pasolini. Il regista Istvàn Gaàl ce ne regala quello più immediato, collocandolo nel mito insieme ad Eracle e i grandi dell’antichità.
Jean Cocteau sosteneva che “quando un’opera è in anticipo sul suo tempo, è vero invece che il tempo è in ritardo rispetto all’opera”.

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Chiara Lostaglio
Attrice e critica cinematografica e teatrale, è laureata in Scienze della Comunicazione e in Filologia moderna. Diplomata in recitazione cinematografica presso la Vision Academy e Studio Cinema Film & Theatre Institute di Roma. Ha lavorato in diverse produzioni cinematografiche, televisive e teatrali. Scrive di cinema e teatro su diversi magazine on line. Ha insegnato Storia e critica del Cinema presso Unilabor e Liceo artistico. parte del direttivo del Cineclub Vittorio De Sica- Cinit che organizza mostre cinematografiche, lezioni e laboratori di cinema nelle scuole e nelle carceri. Ha presentato film e si è occupata delle relazioni esterne in diversi eventi e festival di cinema (Foggia Film Festival, Monticchio CineLaghi).