CINEmI, SUL MAXI SCHERMO I CORTI DELLA NABA

Una finestra sulle nuove generazioni di cineasti

A Milano, fino al 31 agosto, è tempo di “CineMi”, la rassegna di “lunghi, corti, costissimi, documentari e animazione” curata dall’Agenzia per il Cinema a Milano. Giovedì 26 luglio, Fabbrica del Vapore, la cittadella dei giovani creativi, ha aperto i suoi cancelli alle opere realizzate tra il 2003 e il 2007 dagli studenti del dipartimento di Media Design della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Diciannove cortometraggi di lunghezza compresa tra i 90 secondi e i 28 minuti per scoprire come i giovani cineasti concepiscono l’animazione 3D, 2D e stop motion, fiction e documentari.

“Prima di tutto viene l’idea e quello che devo comunicare, poi viene il mezzo”. A sostenerlo è il grande disegnatore e animatore – anche se non ama definirsi tale – Bruno Bozzetto, il padre del signor Rossi.
La filosofia e il modus operandi di Bruno Bozzetto, degno rappresentante della vecchia scuola di animazione italiana, sembrano essere condivisi anche dagli studenti che hanno presentato le loro realizzazioni a CineMi: i cortometraggi, tra i film in concorso al festival Nabawood, sono tutti il frutto di una buona – in alcuni casi ottima – intuizione creativa. “Il mezzo” in tali realizzazioni non viene mai prima del contenuto, ma si fonde con esso. Le sperimentazioni visive non mancano, ma non sono mai fine a se stesse; gli effetti speciali sono un plus espressivo, non l’inganno imperfetto dietro il quale celare trame inconsistenti o vuoti nella sceneggiatura.

Non è però solo la solidità dell’idea di base e l’accuratezza della realizzazione a impreziosire i lavori degli studenti Naba. Le 19 opere riunite in rassegna riescono ad appagare vista ma anche udito grazie a scelte particolarmente indovinate che attestano una notevole maturità degli studenti quanto a utilizzo del sonoro. Musiche strumentali e canzoni sembrano fondersi con le immagini, al punto da rafforzarne il significato e arricchirlo di nuove suggestioni.
Alcune tematiche sono ricorrenti, ma la loro declinazione non è mai banale. Elemento chiave è, per la maggior parte dei corti, la città di Milano, a volte unica protagonista, a volte sfondo sfocato di storie di solitudine, indifferenza o violenza. Ricorrente anche la riflessione sull’arte e su ciò che la rende tale.

Questo l’elenco dei corti presentati a CineMi dalla Naba, con la collaborazione di Fabio Carlini e Maresa Lippolis:

A ride with Nina, di Erik L. Tvedt, 3′57 (2005)

Un viaggio alla scoperta di Milano. Un inedito punto di vista – quello delle ruote di una bicicletta – con il contributo di una musica dal sapore di passato (Wild is the wind di Dimitri Tiomkin e Ned Washington), rivela la poesia dei dettagli comuni ma ignorati.

CubEs, di P. Porro e D. Di Cuia, 1′30 (2005)
Brevissima e visionaria animazione 2D e 3D

Song for the man, di D. Bedoni e V. Chinaglia, 2′23 (2005)
Un ragazzo percorre i luoghi della metropoli milanese in un’animazione quasi totalmente priva di colori

Insane, di S. Duci e R. Bertele’, 2′43 (2006)

Splendida animazione disegnata prima a carboncino e poi a china. Ottima la scelta della musica, eseguita da una concitata fisarmonica

Il settimo gingillo, di M. Nitti e D. Van Essen, 1′49 (2005)

Ironica rilettura in 2D del capolavoro di Bergman Il settimo sigillo

Poetry in motion, di Sinem Vardarli, 1′06 (2005)

Animazione 3D, trasfigurazione dei sogni di un poeta

Franz K, di Luca Schenato, 1′52 (2003)

Animazione molto ben realizzata, omaggio all’autore di Metamorfosi

Derwish, di Sinem Vardarli, 1′36 (2005)

Animazione 3D dalla stessa mano di Poetry in motion

Arte sofferta, di Maurizio Nitti, 5′ (2007)

Fiction originale e irriverente su ciò che trasforma una normale realizzazione in un’opera d’arte

La città invisibile, di Riccardo Bernasconi, 9′ (2006)

Fiction ricca di sperimentazioni e suggestioni visive. Tra nebbia, traffico e incomunicabilità un ragazzo cerca una ragazza. Il cinema regala il lieto fine.

La città degli incubi, di Toffanello, Pochetti, Nitti e Van Essen, 4′50 (2006)

Tecnica mista (riprese e animazione 2D) in un percorso circolare che dipinge una Milano sopraffatta dalla violenza

Apartment, di Lauren Hoeksta, 8′ (2007)

Solitudini e vite parallele in una grande città, dove ci si incrocia di continuo ma non ci si vede

Assolo, di D. Gatti e P. Jirawan, 28′ (2007)

Un ragazzo si chiude in casa in attesa che qualcuno lo chiami. Una fiction inquietante sull’importanza della propria esistenza per gli altri.

Alexander Fuser, di Sarah Harez, 7′43 (2007)

Documentario su un body artist arrivato dal Sudamerica: gli accessori vengono ancorati alla pelle con spilloni e piercing per trasformare il corpo in un’opera d’arte

Today, di Vichie Chinaglia, 4′20 (2006)

Stop motion. Un incubo ironico di ispirazione lynchana.

Rebirth, di Tiziana Varbaro, 3′ (2007)

Splendidi giochi di luci e colori per un corto ispirato ai lavori di Dan Flavin

O, di Andrea Parente, 3′45 (2006)

Animazione 2D che affronta un tema complesso come quello dell’anima senza svilirlo

Nuovo avvento, di F. Mattia e S. Di Michele, 5′ (2007)

Animazione 2D per una nuova guerra dei mondi

Il vero amore di Loiseau, di M. Caruso e A. Cerretelli, 12′ (2007)

Un cuoco famosissimo è protagonista di un dramma dai colori delicati della fiaba, girato sul lago di Lugano.