Lolita è infelice e sovrappeso, Etienne uno scrittore famoso ed egocentrico, Pierre si crede un fallito, mentre Sylvia, sua moglie, insegnante di canto frustrata, lo stima profondamente…
Dopo il buon successo del “Gusto degli altri”, Agnès Jaoui torna con Comme une image raccogliendo all’ultima edizione del Festival di Cannes il premio per la Miglior Sceneggiatura. Il titolo italiano “Così fan tutti” è pessimo. Avremmo preferito I buoni motivi, come inizialmente si doveva chiamare. Questo sintetizza bene molte delle situazioni in cui i protagonisti si vengono a trovare perché c’è, o sembra ci sia, sempre un buon motivo per non dire o non fare certe cose. Esiste, spesso, una ragione valida per cui scendiamo a compromessi, ci giustifichiamo o accettiamo semplicemente determinate condizioni. Letto in questa chiave, il film sembra essere un invito a non trasformarsi in vassalli. A non subire il potere.
“Mi stupisce sempre – dice la regista – vedere come le persone accettino il modo in cui gli altri si rivolgono a loro, il modo in cui le trattano e le prendono in giro; mentre, invece, potrebbero ribellarsi e non rischierebbero né la prigione né il plotone di esecuzione”. I rapporti d’amore e quelli di potere si mischiano continuamente. Ed è questa la parte più riuscita della pellicola perché capiamo fino in fondo come gli uni non escludono categoricamente gli altri. Ogni ambiente esplorato ed ogni situazione sociale sono dei veri e propri palcoscenici dove viene rappresentato l’eterno gioco del potere con i suoi precari tentativi di trovare un equilibrio.
Sulla carta Così fan tutti è piuttosto simile al Gusto degli altri. Si conserva la coralità ed il ritmo blando, anche se non riesce ad eguagliarne il cinismo. E se là i personaggi sapevano riempirci il cuore con il loro realismo, qui ci appaiono come degli stereotipi, a tratti persino come delle macchiette. In loro aiuto accorrono degli ottimi dialoghi, in alcuni momenti assolutamente geniali. E per un film come questo, basato esclusivamente sulla parola – nella più pura tradizione del cinema francese – questo è il più grande pregio possibile.
Contenutisticamente rimane un film intelligente ma il tono è spesso compiaciuto. In alcuni momenti sembra voler ironizzare sulla carriera dei due autori ma allo stesso tempo mette in risalto quelli che potrebbero essere i loro limiti. Sarà, dunque, adorato da chi ha amato la pellicola precedente ma soprattutto da chi si ostina a vedere nelle Invasioni barbariche lo spunto per riflessioni pseudo-intelligenti quando nella realtà sono semplicemente auto-celebrative.
Titolo originale: Comme une image
Nazione: Francia
Anno: 2004
Genere: Drammatico
Durata: 110′
Regia: Agnès Jaoui
Sito italiano: www.luckyred.it/film/cosifantutti
Cast: Marilou Berry, Jean-Pierre Bacri, Agnès Jaoui, Keine Bouhiza, Virginie Desarnauts, Laurent Grévill
Produzione: Jean-Philippe Andraca, Christian BérardDistribuzione: Lucky Red









