“CUERPOS PINTADOS Y LOS PÀJAROS DE NERUDA”

Il terzo Festival di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia ha ospitato la prima europea di “Cuerpos pintados y los pàjaros de Neruda” della compagnia Ballet de Santiago, diretta dall’importante artista Marcia Haydeé, che, oltre ad aver collaborato con Ismael Ivo, ha danzato con Nureyev, Baryshnikov, Donn, ed è stata diretta da famosi coreografi come Béjart e Neumeier.

Il complesso spettacolo che si è potuto vedere al Teatro Malibran è basato sulla coreografia di Georgette Farìas, Eduardo Yedro e Johann Ortiz e accompagnato dalle musiche martellanti e corpose del Colectivo de musica de Cuerpos Pintados e dalle suggestive immagini di Roberto Edwards.

Pablo Neruda, impersonato da Patricio Melo, ci conduce in un viaggio in cui parole (tratte dall’opera “Arte de pàjaros” di Pablo Neruda), figure reali, ombre, colori e immagini proiettate si fondono creando una dimensione fantastica in cui la natura e gli animali, soprattutto uccelli – i pàjaros appunto – sembrano prendere il sopravvento sull’uomo. I colori e le proiezioni trovano corrispondenza nei corpi dipinti dei danzatori che, con i loro movimenti, giocano ad inserirsi sulle immagini di animali e paesaggi che scorrono sullo schermo (mare, cielo stellato, nuvole, luna). Allo stesso tempo sembrano sfidare nella danza la loro ombra che, grazie ai giochi di luce, si sovrappone alle immagini, dando vita ad una sorta di doppio livello della coreografia.

Lo sguardo viene così catturato dal discorso visivo e cromatico che si dipana sul palcoscenico e, accompagnato dai movimenti atletici e veloci dei ballerini, dalle parole di Neruda e dalla musica, che crea ambienti sonori sempre diversi, può immergersi in un nuovo mondo in cui è possibile riappropriarsi della dimensione naturale che l’uomo sembra aver dimenticato. La danza di questi corpi dipinti e i rimandi agli uccelli ci riportano in una dimensione naturale che sembra perduta nel tempo, e perciò così vicina all’infinito.

La coreografia spinge lo spettatore a viaggiare nei colori e nei suoni e a misurarsi con una dimensione misteriosa, simbolica, addirittura “tribale” che, pur trovandosi dentro ciascuno di noi, solitamente si fa fatica a percepire.

Ballet de Santiago; Direttore artistico: Marcia Haydeé; Coreografia di Geogette Farìas, Eduardo Yedro, Johann Ortiz; Musica del Colectivo de musica de Cuerpos Pintado; Immagini di Roberto Edwards; Ballerini: Patricio Melo, Edymar Acevedo, Luis Ortigoza, Marcela Goicoecha, Natalia Berrìos, Lidia Olmos, Andreza Randisek, Rodrigo Guzmàn, Cecilia Arrùa, Ana Kovac, Cyrile de Marval, Nicolàs Caudullo, José Manuel Ghiso, Gabriel Bucher