Casomai una famiglia
VENERDI 23 APRILE 2004
Ore 19.15
About a boy (2002)
di Chris e Paul Weitz – durata 1h 37′
Il trentottenne Will è ricco, scapolo e abituato a uscire ogni sera con una ragazza diversa. Resosi conto che è più semplice abbordare le donne – sole o divorziate – con prole, finge di essere un ragazzo-padre e si iscrive a un circolo per genitori single. Qui stringe amicizia con Marcus, un dodicenne difficile e solitario che gli farà aprire gli occhi su una realtà diversa…
Tra malinconia e autoironia, due solitudini si incontrano
Strepitosa interpretazione di Hugh Grant affetto dalla sindrome di Peter Pan: persona adulta, pervicacemente ferme in una sorta di adolescenza senza tempo ed incapaci di accedere pienamente alle responsabilità ed ai doveri propri della loro età.Con About a boy continua il felice momento della commedia inglese e anche in questo caso la ricetta funziona: glaciale cinismo britannico che sfuma nei buoni sentimenti, capacità di ironia, gran ritmo e ottimi attori secondo il copione di Quattro matrimoni e un funerale o il diano di budget Jones.. Il film è tratto dal romanzo “Un ragazzo”, di Nick Hornby ed è, come lo stesso romanzo, una pellicola leggera, divertente, che scorre talmente veloce da non rendersi conto del tempo che passa. la forza del film sta nella straordinaria combinazione di ironia e situazioni emozionanti. Infatti nonostante affronti temi delicati come l’isolamento, la famiglia, i rapporti affettivi, About a boy è un film molto divertente.
Ore 21.00
Casomai (2001)
di Alessandro D’Alatri – durata 1h 31′
Una coppia come tante visualizza il giorno delle nozze le varie strade possibili che può prendere il proprio matrimonio.
Un film che parla della decisione di costruire un amore importante. I protagonisti hanno trent’anni ma il film parla dell’impegno di costruire una famiglia, con tutta una serie di problematiche che ciò comporta, sia dal punto di vista femminile che maschile. Stefania e Tommaso dimostrano che la vita è altro dalle proiezioni pubblicitarie ed estetizzanti del mondo. E’ altro dai formalismi di maniera. Altro dai rapporti vacui e conformisti che troppo spesso si creano nella società dell’immagine. Casomai ha il grande pregio di saper giocare con le emozioni, di raccontare con una storia tutte le storie d’amore, storie che ognuno di noi vive ogni giorno e che crede siano uniche. Non si tratta di una banalizzazione, ma è praticamente impossibile non identificarsi almeno un po’ nella storia di Tommaso e Stefania …Perché due persone innamorate si perdono? Perché l’amore – semplicemente – finisce?. Casomai tutto finisse, casomai tutto degenerasse, casomai le situazioni portassero all’inevitabile fine dell’innamoramento, casomai una coppia di pattinatori su ghiaccio non riuscisse a rimanere in piedi, casomai la vita ti portasse a non credere più nella persona amata. Casomai dovesse accadere tutto ciò, avremmo la possibilità di tornare indietro?
Ore 22.45
Non è giusto (2001)
di Antonietta de Lillo – durata 1h 40′
Napoli, d’estate. Sofia e Valerio – nella fase di passaggio tra infanzia ed adolescenza – sono in attesa di partire per le vacanze, entrambi in balia degli umori e confusioni dei genitori. Nella città assolata e semi deserta i due ragazzini imparano a conoscersi e capirsi, scoprendo come si può guardare il mondo dei grandi con distacco e ironia.
Non c’è dramma in questo afoso agosto napoletano, ma tanta malinconia e solitudine, e tanta non comunicazione tra i due mondi. I bambini sono e vorrebbero rimanere tali, ma gli adulti li costringono a crescere prima del tempo, ad arrangiarsi e a inventarsi pomeriggi in una Napoli solare, vitale, confusa. Una città non ostile che li accoglie in un caldo grembo materno.Colpisce la spontaneità, l’immediatezza del racconto grazie sia all’impiego del digitale che a una sceneggiatura molto scritta e articolata. E soprattutto all’ottima interpretazione dei ragazzini, attori non professionisti.Non c’è una soluzione possibile all’orizzonte: il modello familiare tradizionale non piace, ma neppure la famiglia allargata è possibile, troppe le tensioni che vi confluirebbero. Per il momento, sembra dirci la regista, sarebbe già buona cosa se gli adulti dedicassero un po’ del loro tempo ai figli che lo chiedono. Un piccolo capolavoro che con tocco molto morbido ci porta dentro un problema e lo strappa dai suoi stereotipi; e non è poco.
Le proiezioni si effettuano al Teatro dei Frari San Polo 2424/Q – Calle dietro l’Archivio- Tra San Rocco, i Tolentini e San Giovanni Evangelista.
Per informazioni contattare l’organizzatore Giovanni Santoro: info @nonsolocinema.com