“Chie è l’ultima”

Nell’ambito del progetto “Aurora: percorsi di consapevolezza e cittadinanza.- Azioni di contrasto e di prevenzione alle MGF (mutilazioni genitali femminili)”, il 7 marzo 2009 Almateatro presenta all’Arena del Sole di Bologna lo spettacolo “Chi è l’ultima?” in collaborazione con il Centro per la salute delle donne e dei loro bambini della Asl di Bologna.

sabato 7 marzo 2009, ore 21.00

ALMATEATRO presenta

CHI È L’ULTIMA?

drammaturgia e regia: Gabriella Bordin – ricerca testi: Sonia Aimiuwu, Enza Levatè, Suad Omar – canto: Sonia Aimiuwu – spazio scenico e disegno luci: Iole Cilento, Porziana Catalano – video: Anna Paola Bartolomeo – montaggio video :Alessia Proietti – montaggio musiche: Francesco Comazzi – tecnici luci,audio e video: Agostino Nardella, Simona Gallo – assistente alla drammaturgia e alla regia: Elena Ruzza –

interpreti: Sonia Aimiuwu, Enza Levatè, Suad Omar

L’azione si consuma nella sala d’attesa di uno studio medico e ha per protagoniste 3 donne di diversa nazionalità: somala, nigeriana e italiana. Chi è l’ultima? vuole essere un’occasione di riflessione sul senso di inadeguatezza, sulle pressioni ed i condizionamenti che le società esercitano sul corpo femminile in Occidente e nei Paesi Africani.
Le 3 donne trascorrono insieme il tempo dell’attesa che le costringe a conversare e ad ascoltare ricordi, considerazioni e dubbi personali difficili da confessare: si parla di segni indelebili sul corpo, di mutamenti assurdi attuati attraverso la chirurgia estetica, di mutilazioni genitali e di donne che combattono per essere lasciate integre nella mente e nel corpo; si parla di leggi conquistate dopo anni di lotta per affermare i diritti delle donne.
Il testo teatrale prende spunto da storie reali, raccolte tramite interviste e cerca di tener in considerazione più punti di vista, mettendo in scena le contraddizioni che sovente si riscontrano quando si raccolgono le parole delle donne che hanno subito queste pratiche tradizionali. Se da un lato vi è dolore profondo e umiliazione, dall’altro c’è l’orgoglio e il ricordo affettuoso e rispettoso delle donne della famiglia: madri, nonne che tramandano e sostengono le mutilazioni genitali femminili per il “bene” delle ragazze, vittime loro stesse di forti condizionamenti sociali.
Il testo riflette anche sulla posizione degli uomini delle comunità interessate e affronta il tema del contesto in cui si vengono oggi a trovare le famiglie migranti laddove svanito il controllo sociale e il sistema di valori a cui ci si riferiva nel paese d’origine, restano i dubbi e gli interrogativi che, sopratutto le donne, si pongono sul seguire o meno le tradizioni. Resta il silenzio, difficile da rompere. Sorge il dubbio sui comportamenti da seguire nell’educazione dei figli e delle figlie in un paese diverso da quello in cui si è cresciuti.
Lo spettacolo è una riflessione a tre voci sulla dignità della donna, sul ruolo che oggi essa occupa nel mondo e sul controllo del suo corpo esercitato in nome di “norme societarie” in uso qui e altrove, che raggiungono livelli di violenza inauditi.

IL PROGETTO AURORA: percorsi di consapevolezza e cittadinanza – Azioni di contrasto e di prevenzione alle MGF (Mutilazioni Genitali Femminili)
Il progetto dell’ Associazione Almaterra “Aurora: percorsi di consapevolezza e cittadinanza.- Azioni di contrasto e di prevenzione alle MGF (mutilazioni genitali femminili)” – Finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità è volto alla prevenzione e al contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile al fine di contribuire alla loro eliminazione nelle comunità che provengono da paesi con tradizioni e pratiche escissorie, creando una coscienza collettiva sulla violazione dei diritti umani e la discriminazione di genere che esse comportano. Il progetto propone un approccio partecipativo al problema, attraverso il coinvolgimento di tutti i componenti delle Comunità interessate.
L’esperienza maturata ha dimostrato che le soluzioni per eliminare la pratica MGF devono essere individuate in percorsi di informazione, sensibilizzazione e prevenzione.
Solo il dialogo e il confronto possono modificare concretamente quelle pratiche tradizionali che ledono l’integrità fisica e psicologica di bambine e adolescenti.
Questo percorso è il solo che abbia avuto riscontri positivi nelle comunità coinvolte, sia in Africa, sia in Europa, sia in Nord America.
La realizzazione dello spettacolo teatrale, insieme ad altri strumenti quali video, spot e pubblicazioni, si inserisce nella campagna di informazione del progetto rivolta a famiglie, in particolare a donne, delle Comunità interessate a questa pratica, presenti sul territorio italiano o che abbiano un progetto migratorio verso l’Italia e per questo in contatto con le Ambasciate e Consolati Italiani nei paesi d’origine. Si rivolge altresì agli operatori che nel nostro paese vengono in contatto con queste problematiche.

ALMATEATRO
Nel mese di ottobre 1993, un gruppo di donne provenienti da diversi paesi (Marocco, Montenegro, Kenia, Argentina, Somalia, Nigeria, Etiopia, Eritrea, Cile, Perù, Colombia, Filippine, Russia, Italia) diede vita al Progetto Almateatro: uno spazio-laboratorio al femminile dove, attraverso il mezzo teatrale, si mettono in comunicazione realtà culturali diverse e in continua trasformazione, si attivano conoscenze e relazioni.
Da questa esperienza è nato il Gruppo Almateatro formato dalle attrici-animatrici-ricercatrici: Sonia Aimiumu, Adriana Calero, Enza Levatè, Suad Omar, Vania Rocha, Vesna Scepanovic, Flor Vidaurre con la direzione artistica di Gabriella Bordin.
Almateatro che quest’anno festeggia i primi 15 anni di attività ha dato vita a 13 produzioni e a diversi laboratori nelle scuole oltre ai numerosi progetti speciali, ricerche e seminari che riflettono e sottolineano la grande ricchezza legata all’interculturalità senza mai tralasciare i problemi che questa comporta. Almateatro risponde al bisogno di un “fare teatro” che promuova la dimensione civile dell’impegno artistico, che si misuri con una società interculturale, che crei comunità, spazi di esercizio di cittadinanza.
Un teatro necessario per costruire relazioni e scambi tra differenti appartenenze, per dare spazio ad altre lingue, suoni, modi di essere in scena con un risultato artistico “meticcio”.

Arena del Sole, via Indipendenza 44, Bologna
Ingresso gratuito
www.arenadelsole.it