“Coco Avant Chanel – L’amore prima del mito” di Anne Fontaine

L’inizio, gli anni della formazione, per spiegare un mito

E’ allo sguardo di Coco che Anne Fontaine dedica tutta l’attenzione nel suo film biopic; uno sguardo scuro, penetrante, ma capace di illuminarsi d’amore. Uno sguardo che tutto osserva, fin dall’inizio, quando gli occhi della bambina abbandonata si posano sul contrasto di bianco e di nero delle monache dell’orfanotrofio: un’impressione che connoterà di sobria eleganza la più grande couturière di tutti i tempi.

La tesi del film è che sono gli anni della formazione il motore che sviluppa la personalità e l’opera di Coco Chanel.
Una personalità complessa e sofferta: l’infanzia passata ad attendere inutilmente le visite del padre; la prima giovinezza tra il lavoro di orlatrice e le serate nei cabaret a cantare, con scarso talento, canzonette ad uomini ubriachi in cerca di fugaci incontri; fino ad arrivare, da mantenuta, all’aristocrazia francese.
Ironica e caustica, difende la propria dignità con tenacia e orgoglio; quell’orgoglio che conquista e sorprende anche Etienne Balsan, il nobile che vorrebbe relegarla, clandestina, ad oggetto dei suoi trastulli.

Lontana dall’incarnare la bellezza del tempo, Gabrielle detta Coco, è androgina, filiforme e anticonformista. E’ una diversa che trova lo stile giusto per esaltare con fascino la propria diversità, uno stile che libera il corpo dalla costrizione di tutti gli orpelli che lo fanno apparire come non è. Osserva e trasforma: elimina il busto, le sottogonne e ridimensiona gli ingombranti cappelli che nascondono il volto, perché le donne “…con tutto quello che hanno in testa come fanno a pensare!”.
Coco rielabora l’abito maschile, ruba e trasforma gli indumenti dei suoi amanti, e uno stile personale si trasforma in arte rivoluzionaria che affranca le donne dall’immobilità, offrendo per un attimo, l’illusione di aver accorciato la distanza con l’altra metà del cielo.

Dopo il controverso ritratto di Edith Piaf in La Vie en Rose, una nuova celebrazione alla francese di un mito tutto francese.
Il rischio di scivolare in un affresco dai toni del format televisivo induce la regista a decontestualizzare storicamente e socialmente il racconto, stringendo su una visione della realtà tutta soggettiva e legata ad un pugno di personaggi che interagiscono in un avvicendarsi di felicità, delusioni e dolore.

Girato interamente in Francia, il film vanta un cast artistico e tecnico tutto francese, tra cui lo scenografo Olivier Radot (La reine Margot), Catherine Leterrier, (César 2000 e 2004 per i costumi) e la fotografia di Christophe Beaucarne (Paris).
Fiammeggiante nello sguardo, Audrey Tautou, sorprendentemente somigliante all’originale, irrigidisce il suo corpo che diviene per l’occasione spigoloso; sfiorisce e poi si illumina in un’alternanza di sottomissione e ribellione, di sconfitta e di riscatto.

Ispirato a L’irregulière di Edmonde Charles-Roux, mai pubblicato in Italia, Coco avant Chanel è un film indubbiamente di nicchia, che non può che attrarre i nostalgici dell’eleganza di un tempo, gli appassionati di icone e chi ha facilità a considerare rivoluzionarie tutte le donne che, provenienti dal basso, ce l’hanno fatta grazie alla fusione di creatività e spirito imprenditoriale.

Coco Avant Chanel – L’amore prima del mito
Titolo originale: Coco avant Chanel
Nazione: Francia
Anno: 2009
Genere: Drammatico
Durata: 105′
Regia: Anne Fontaine
Sito ufficiale: wwws.warnerbros.fr/cocoavantchanel
Cast: Audrey Tautou, Alessandro Nivola, Marie Gillain, Emmanuelle Devos, Benoît Poelvoorde, Etienne Bartholomeus, Yan Duffas, Fabien Béhar
Produzione: Haut et Court, Ciné@, Warner Bros., France 2 Cinéma
Distribuzione: Warner Bros.
Data di uscita: 29 Maggio 2009