Cotte Crude Terre

Atelier 3+10 di Mestre

Una mostra di scultura all’insegna della terracotta, materia primigenia, elementare e basilare. Antichissima, utilizzata in termini diffusi e capillari dagli Etruschi, nostri diretti antenati, anche per quanto riguarda l’arte. La scultura in terracotta diversamente da quella realizzata nel pregiato marmo, può essere concepita in aggiunta o in “levare”, nel senso di togliere o aggiungere materia. Subisce, inoltre, una metamorfosi che può essere assecondata o determinata sia in fase di lavorazione che in fase di cottura. E’ concepita nella manipolazione della materia in uno stato ancora plasmabile, e per tutti tali motivi, come opera d’arte finita, può dare vita a sempre inaspettate e inedite forme e sostanze.

La terracotta è stata molto usata in passato ma anche nel XX secolo ha costituito, ad esempio per Arturo Martini, uno dei più prestigiosi scultori italiani di tutti i tempi, il medium per eccellenza più utile per modellare la forma e concepire lo spazio, anche in termini intellettuali e poetici, rientrando a pieno titolo nello specifico della scultura. Pur in considerazione del grande contributo offerto da questo maestro, veneto di nascita ma romagnolo di origine per parte di madre nata a Bagnacavallo, con questa esposizione si vuole riunire il gruppo ferrarese/faentino composto dai più tenaci e rappresentativi artisti attivi in tale ambito di ricerca d’espressione quali Gianni Guidi, Giovanni Scardovi, Sergio Monari, gli iraniani Amir Sharif e Sima Shafti, questi ultimi due presenti a Bologna e ora soprattutto a Ferrara, Ilaria Ciardi, Sergio Zanni e Maurizio Bonora. Poi ci sarà Ampelio Zappalorto, artista a tutto tondo ma prevalentemente pittore, ultimamente però assai prolifico nell’utilizzo della terracotta di Nove, Sarah Marconato e il più giovane Lorenzo Rumonato. Certa anche la partecipazione di Albertini e Moioli, docenti di scultura a Brera con interessi e approfondimenti nel multimediale ma già autori di splendide opere realizzate utilizzando la terra refrattaria, in particolare quella di Albissola.

A questi artisti da anni dediti a una ricerca sulla terracotta e che pure rappresentano tre tra le principali “sorgenti” più qualificate dell’argilla in Italia, abbiamo voluto affiancare altri giovani esempi che in questo caso provengono dalla Cina con Zhongqi Geng (in tal senso non si può non ricordare la grande tradizione cinese o perlomeno indicare l’esercito di terracotta di Xian), dalla Serbia con Marija Markovic, o dalla Croazia con Valter Cerneka. Venezia ancora come esemplare “porta” di arte e cultura aperta al mondo con tutte le sue analogie e le sue differenze in una prospettiva di un civile, costruttivo e sempre più indispensabile rapporto interculturale utile per una comune crescita tra innovazione e tradizione.

Cotte Crude Terre
Mostra a cura di Saverio Simi de Burgis
Atelier 3+10
via Cappelletto 20, Mestre
Dal 5 al 25 ottobre
Inaugurazione lunedì 5 ottobre ore 18.00
Da lunedì a venerdì 10.00-17.00