venerdì, Agosto 14, 2026
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“Cymbeline” di Michael Almereyda

Killing Shakespeare

Venezia 71. Concorso
Stati Uniti, giorni nostri. Nel territorio di Re Cimbelino (Ed Harris) si logora l’amore proibito tra Imogene, figlia del sovrano, e il giovane ma non nobile Postumo. Per impedire questa unione sconveniente, lui viene esiliato e lei rinchiusa in casa dalla crudele matrigna, la Regina (Milla Jovovich). E’ un momento delicato per il regno: sull’orlo di una guerra d’indipendenza con Roma, l’autorità di Cimbelino è messa in discussione e i suoi fedeli servitori ormai non sono più così leali. La soluzione sembrerebbe essere quella di rinforzare la famiglia reale con un matrimonio tra la figlia del Re e il figlio della Regina. Ma il fato ha progetti diversi per i protagonisti, tutti destinati a sconvolgere le loro esistenze fino alla resa dei conti finale.

Michael Almereyda non è nuovo a coraggiose rivisitazioni shakesperiane. Il suo Hamlet (2000) aveva già incuriosito pubblico e critica. Ora il regista originario del Kansas torna a rimettere mano a un lavoro del Poeta per adattare una delle sue opere teatrali meno celebri, Cymbeline. Dall’antica Roma si torna ai giorni nostri e sovrani, sudditi e pretoriani diventano bikers, spiantati e gorilla. I dialoghi restano quelli originali, così come le dinamiche tra i personaggi dovrebbero rifarsi esattamente alle tensioni sociali e familiari imposte dalle condizioni dell’epoca.

Ma non ci vuole molto ad accorgersi che qualcosa, in Cymbeline di Michael Almereyda, stona. E i conti non tornano. Attualizzare le opere di Shakespeare è un’operazione ad alto tasso di rischio, a volte ripagato – come nel caso del Romeo + Giulietta di Baz Luhrmann – altre volte, e questo film ne è un esempio, destinato a fallire miseramente. Ma non è tanto l’approccio “moderno” al testo a fare di Cymbeline un’occasione mancata e un prodotto irritante, quanto la superficialità della messa in scena fatta di quadri slegati e monolitici, di interpretazioni sbagliate e di un tono magniloquente che diventa fin da subito risibie caricatura del film stesso.

Il Re centauro non ha i tratti né dell’uno né dell’altra e invece di giganteggiare sulla scena si fa sempre più piccolo di inquadratura in inquadratura. I due giovani amanti non hanno il carisma, né l’abilità di coinvolgere lo spettatore nella loro tribolata storia d’amore. Il racconto procede ondivago condito da sguardi perplessi tra i protagonisti e un’atmosfera grave che non rispecchia la drammaticità della vicenda quanto la convinzione del regista di possedere la verità ultima sul lavoro del Poeta e la presunzione di poterne maneggiare l’opera con disinvoltura.

Il risultato è un film tanto sterile quanto compiaciuto nella pretestuosa patina pop costellata di iPad, skateboard e attempati e anacronistici motociclisti.

Titolo originale: Cymbeline
Nazione: U.S.A.
Anno: 2014
Genere: Drammatico
Durata: 96′
Regia: Michael Almereyda
Cast: Dakota Johnson, Ethan Hawke, Milla Jovovich, Penn Badgley, Anton Yelchin, Ed Harris, John Leguizamo, Bill Pullman, Spencer Treat Clark, Delroy Lindo, James Ransone
Produzione: Benaroya Pictures, Keep Your Head Productions

Data di uscita: Venezia 2014 – Orizzonti
2014 (cinema)