Lo studio della grafica e delle sue tecniche, come l’acquaforte e l’acquatinta, riveste per l’Istituto Nazionale per la Grafica il principale obiettivo: in questo percorso espositivo, ricco di complementi didattici, la storia dell’acquaforte e delle tecniche affini come l’acquatinta, si avvale del ricco apparato di opere appartenenti allo stesso Istituto.
Le circa cento opere, ordinate secondo un criterio cronologico, aldilà delle prime grandi matrici originali di Piranesi, conducono attraverso “Il Ratto sul Liocorno”(1516) di Dürer, con le sue muscolature possenti di stampo nordico, fino alle raffinate visioni religiose di Il Parmigianino, a comporre una serie di specchi in cui il bianco e nero si divincolano dalle loro prospettive terminali per acquisire le svariate cromie suggerite dai grigi.
In Jacques Callot con “Le Tentazioni di Sant’Antonio”, un’acquaforte del 1635, si evince la maestria dell’influenza di Bosch, in una scena infernale intrisa di “grilli”, quelle creature ibride tratto specifico dell’artista fiammingo. Altra opera dal carattere metamorfico quella di Francisco Goya “Asta su abuleo” da “I Capricci”, in acquaforte e acquatinta, e le visioni macabre di James Ensor presente con “Les mauvais médecins” e Félicien Rops “Il vizio supremo” (1884), frontespizio di un romanzo di Péladon.
L’opera eccezionale di Giovan Battista Piranesi dalle “Carceri d’invenzione” (1760/1766), il cui Frontespizio e matrice sono esposti, disegnano un immaginario fantastico ripreso a forti tinte dal Romanticismo. Fra gli altri maestri figurano Rembrandt, Canaletto, Tiepolo, Vasi, le cui matrici sono possedute dall’Istituto. Rare le opere prestate, fra cui Picasso “Donna nuda seduta tra tre teste barbute”, del 1934.
All’Ottocento italiano è dedicata la mostra contigua sull’opera grafica di Antonio Piccinni grazie alle scoperte degli anni ’30 mentre, per l’Italia del Novecento, sono notabili sia Giorgio Morandi con il taccuino della tiratura delle sue acqueforti, insieme a “La strada bianca” del 1933, sia Carrà con “Le figlie di Loth”(1924). In evidenza sono artisti del calibro di Moore, Kounellis, Santoro, Segal e Vedova.
Una sezione infine é rivolta all’incisione calcografica “indiretta” che, grazie all’impiego di acidi corrosivi, permette una realizzazione originale rispetto all’acquaforte consueta.
La cernita delle opere, a scopo didattico oltre che espositivo, è curata da Fabio Fiorani e Ginevra Mariani, e rientra nel progetto quadriennale Lineamenti di Storia delle Tecniche che prevede la realizzazione, nel mese di aprile, della terza annualità del corso didattico per studenti universitari e delle Accademie di Belle Arti.
La mostra e il corso avranno come supporto il terzo volume della collana omonima dedicato appunto all’acquaforte e alle tecniche calcografiche di incisione indiretta. Il volume e la collana collegata al progetto sono a cura di Ginevra Mariani e sono editi da De Luca.
DA REMBRANDT A KOUNELLIS
e ANTONIO PICCINNI INCISORE
Roma – Istituto Nazionale per la Grafica
via della Stamperia 6
Palazzo Fontana di Trevi, via Poli 54 Catalogo a cura di Fabio Fiorani
e Giovanna Scaloni edito da De Luca
orario: tutti i giorni ore 10 –19
infoe visite guidate Antonella Renzitti
tel: 06 69980223; a.renzitti@inggrafica.it
ufficio stampa: Marcella Ghio
tel: 06 69980238; m.ghio@inggrafica.it
www.grafica.arti.beniculturali.it/home.htm
31 marzo – 22 maggio 2005








