Già dal titolo si evince che il saggio della Pomeroy –eminente studiosa dell’antichità classica- vuole offrire una panoramica sulle condizioni di vita di donne appartenenti ad ogni ceto e grado della società greca e romana.
Già dal titolo si evince che il saggio della Pomeroy –eminente studiosa dell’antichità classica- vuole offrire una panoramica sulle condizioni di vita di donne appartenenti ad ogni ceto e grado della società greca e romana.
L’autrice, infatti, affronta la totalità degli argomenti che questo tema presenta, analizzandolo e circostanziandolo attraverso le principali epoche (periodo arcaico, Atene classica, periodo ellenistico, Roma di fine Repubblica e inizio Impero ecc.) nonché confrontando le diversità di trattamento e di percezione del femminile presso le due civiltà.
Inizia un viaggio attraverso gli usi e costumi greci e romani, le leggi che favoriscono od ostacolano le donne, le diverse concezioni filosofiche che le riguardano, la loro realtà quotidiana (“Gli uomini servivano le proprie famiglie e le fortezze come guerrieri; dalle donne ci si attendeva che partorissero e allevassero guerrieri futuri”), la valenze sociali e simboliche del femminile (“Il comportamento femminile era caratterizzato […] dalla docilità e dalla modestia. Le eroine che agiscono al di fuori di questo stereotipo sono definite mascoline ,[…] poichè adottano le caratteristiche del sesso dominante”) e persino attraverso gli aspetti medico-fisiologici.
Il lavoro, infatti, è frutto di una ricerca dettagliata sul piano sia storico, sia letterario, grazie alla varietà delle fonti utilizzate per ricostruire la figura della donna, della sua vita familiare e del suo valore sociale. Considerazioni che vengono estrapolate dai poemi omerici, delle tragedie greche, da Esiodo, Aristofane, Plutarco e dai miti più conosciuti, da Sulpicia, Giovenale, Tito Livio, Appiano e da chiunque abbia tratteggiato un personaggio femminile o espresso pareri in merito.
L’intera dimensione storico-culturale classica viene spiegata e rivisitata in un’ottica che finalmente si concentra sull’altro sesso.
Riusciamo così ad ottenere una visione a 360 gradi della donna e del suo status, sia essa patrona, dea o concubina, esempio storico o modello ideale, oratrice o madre di famiglia, cantata da poeti o regolata da legislatori, sottomessa dalla moralità comune o libera come le mitiche Amazzoni.
L’opera della Pomeroy è quindi un efficace veicolo per avvicinarsi al mondo greco e romano approfondendo ogni aspetto delle rispettive culture –di cui il saggio è un’ottimo compendio- ma, allo stesso tempo, rappresenta anche un modo per osservare le due società da un’angolatura spesso trascurata nell’insegnamento scolastico –che predilige l’ottica politico-militare e quindi maschile-, tenendo sempre presente che è proprio il mondo classico a fondare le basi del sentire moderno.
Sarah B.Pomeroy “DEE PROSTITUTE MOGLI E SCHIAVE.Donne in Atene e Roma” Edizioni BOMPIANI 2003 p.270






