mercoledì, Agosto 12, 2026
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DEVOZIONE di Pia Fontana

GIOVEDI 28 MAGGIO NEL RIDOTTO DEL TEATRO VERDI DI PORDENONE OMAGGIO A PIA FONTANA SCRITTRICE E DRAMMATURGA SACILESE PREMATURAMENTE SCOMPARSA: LA LETTURA TEATRALE DEVOZIONE

Pia Fontana, scrittrice e drammaturga sacilese che ha esplorato il teatro con passione, è scomparsa prematuramente nel febbraio di quest’anno. Con una bella iniziativa che si terrà giovedì 28 maggio a Pordenone il Teatro Comunale Giuseppe Verdi, il l’Ente Regionale Teatrale e il Comune di Sacile vogliono ricordarla: un piccolo ma sentito omaggio di chi opera nel settore teatrale e della sua città, Sacile, che attraverso il sindaco Roberto Cappuzzo ha aderito subito con entusiasmo.
Alle 21, nel Ridotto del Teatro (con ingresso libero fino a esaurimento dei posti) è prevista la lettura teatrale di “Devozione”, uno dei testi di Pia Fontana, affidata agli attori friulani Carla Manzon, Riccardo Maranzana e Maurizio Zacchigna, a cura di Franco Però.
E’ lo stesso Però a tracciare il profilo dell’autrice sacilese attraverso un ricordo che ha inizio il giorno in cui il pittore Giuseppe Zigaina, un pomeriggio di anni fa, gliela fece conoscere. E Pia si presentò con alcuni copioni, “Devozione”, appunto e “Il Grido”.

Affascinato dai due testi, alla prima occasione Però propose una mise-en-espace de “Il Grido”, facendolo leggere a Massimo De Francovich. “E’ difficile – dice – noi lo sappiamo bene, far circuitare la drammaturgia italiana nei nostri teatri; anche la più bella. Piano piano, comunque, Pia cominciò ad essere conosciuta non solo come narratrice, ma anche come autrice di teatro; molto è stato anche merito di Outis (Centro nazionale di drammaturgia contemporanea) che promuove, in Italia e all’estero, gli autori contemporanei: ed è stato grazie a loro che il Teatro dell’Elfo è venuto a conoscenza delle sue opere. In Pia vi è un’ascendenza mitteleuropea, ma, soprattutto, è forte il legame (debito, in alcuni casi) con la drammaturgia austriaca contemporanea e con Thomas Bernhard; e vi è pure il legame con una grande tradizione teatrale italiana – nella sua declinazione veneta -, quella goldoniana: proprio intesa come gusto della commedia, quella commedia che si diceva borghese, da lei tradotta in critica, feroce e nel contempo, negli esiti migliori, lieve, a tale società (come ne La casa nova )”.
Però sottolinea inoltre la “levità e lucidità” di Pia Fontana, la sua “capacità di trattare con delicatezza temi spesso duri o drammatici, pur facendoli risaltare come fossero colpiti e pienamente messi in luce da un raggio di sole infuocato. E su tutto, una concretezza, una capacità di incarnare, temi e personaggi”. Lieve, lucida, concreta; sono queste le armi che permettono a Pia di toccare situazioni anche terribilmente dolorose: come succede, appunto, proprio in Devozione, testo che racconta l’incontro di una sorella con i due fratelli nel triste momento dell’addio al padre.
L’omaggio di giovedì 28 maggio a Pia Fontana è anche un invito a tutto il pubblico: a chi la conosceva, per ricordarla assieme; a chi frequenta il teatro, per apprezzare, attraverso un’intensa lettura, una produzione di qualità nel panorama della drammaturgia contemporanea in Italia.

Pia Fontana era nota ai più per l’intensa attività di narratrice (Premio Calvino nel 1987 per la raccolta di racconti “Sera o mattina”), ma ha anche lasciato al teatro diversi testi di sicuro interesse, tra i quali “Il grido”, “Devozione” e “Bambole” (editi in volume da Oedipus nel 1998), Il grido rappresentato a Sesto Fiorentino con Massimo De Francovich e la regia di Franco Però (1996) e Bambole, regia di Roberto Valerio rappresentato a Milano nel 2001. E ancora “Candido celeste”, scritto per il festival di Sabbioneta 2002; “Una scimmia chiamata uomo”, presentato al Festival Tramedautore di Outis 2003 con la regia di Walter Manfrè; “La numero tredici” con Cristina Crippa e la regia di Elio De Capitani (2004). Nel 2007 ha scritto e diretto “Il mostro – parabola moderna sull’amore”; risale al 2008 l’ultimo suo lavoro per la rassegna “La giostra dell’Apocalisse” a Milano, dove viene rappresentato “Dog Tags”.I suoi testi sono tradotti in francese, tedesco, inglese. Il suo ultimo romanzo “Nessun Dio a separarci” è stato pubblicato da Mondadori nel 2003.

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