“DIE ZAUBERFLÖTE” DI Wolfgang Amadeus Mozart

La ragione dell’uomo tra Massoneria e Illuminismo

Sette anni dopo l’onirico Flauto al Palafenice, il Teatro veneziano ha voluto riproporre, in occasione delle celebrazioni mozartiane, uno dei massimi capolavori del genio salisburghese, con una collaudatissima regia

Un’austera biblioteca colma di libri. Sottili figure in nero a delineare intellettuali sacerdoti. Sarastro è un uomo comune.
Jonathan Miller propone un’unica visione di quest’opera, tralasciando tutti gli aspetti di commedia, ogni riferimento al fantastico e alla ritualità: massoneria, illuminismo e quindi la ragione ancor più della saggezza e della natura è il vero traguardo per ogni uomo.

La scena di Philip Prowse non rinuncia a richiamare il tempio di Sarastro e le tre porte, ma cala questi elementi all’interno della succitata biblioteca, e, seppur funzionando magnificamente, risultano relegare l’azione ad un solo piano espositivo.
Sobri ma belli i costumi che si rifanno al periodo francese della Rivoluzione, eccetto quello della Regina della notte volutamente non connotato.

L’esecuzione musicale di quest’opera ha fatto la differenza, dagli appropriati ruoli di contorno fino ai protagonisti.

Innanzitutto Gunter Neuhold ha fornito una lettura asciutta, tesa ad esaltare l’azione e la drammaticità dell’opera, coadiuvato da un organico ridotto, attento e preciso.

I protagonisti, ad eccezione della Regina della notte, sono apparsi a proprio agio.
In primissimo luogo segnaliamo il Papageno di Alex Esposito, al debutto in quest’opera, spigliatissimo, a volte anche troppo, nel delineare un personaggio che per indole è l’incarnato della simpatia e della spensieratezza. Voce morbida, rotonda, supportata da un attento studio del libretto che si rispecchia nei recitativi brillanti.
Isabel Rey è una Pamina che fortunatamente non cade nel patetico, ma risulta essere una donna, assecondando perfettamente la visione registica che privilegia la sostanza e non la forma. La Rey rivela un’ottima musicalità ma talvolta risulta un po’ vetrosa negli acuti.
Ben recitato e molto ben cantanto il Sarastro di Mattias Hölle, che sottolinea l’umanità del personaggio e si cala in mezzo agli uomini non come entità superiore che impone, ma come uno tra gli altri. Musicalmente da segnalare che l’ostico ‘re grave’ è una nota e non, come spesso accade, un suono cavernoso.
Herbert Lippert è padronissimo del ruolo, ma difetta nel delinare la figura di Tamino scenicamente. Fisso e imbalsamato si fa spettatore degli eventi più che protagonista.
Nota dolente della serata è la Regina della notte di Clara Polito: apprezziamo la scelta di affidare il ruolo ad un soprano drammatico invece che, come tante volte accade, ad un soprano leggero dall’accento spesso querulo, ma questa Regina non sembra ancora pronta per sostenere la stratosferica tessitura della parte, e così le agilità risultano sfocate e il ‘fa sovracuto’ rimane strozzato in gola. A discapito di ciò riconosciamo però un’ottima morbidezza nel legato, ma che mal s’accompagna ad un peso vocale da irrobustire e ad un’intonazione perfettibile.

Decisamente partecipe nelle più voci il coro.

Caldissimi consensi.

Die Zauberflöte – Il Flauto Magico
Singspiel in due atti
Libretto di E. Schikaneder
Musica di W.A. Mozart
Prima rappresentazione: Vienna, Theater auf der Wieden, 30 settembre 1791
Sarastro: Matthias Hölle/Ethan Herschenfeld
Tamino: Herbert Lippert/Juan Francisco Gatell

Königin der Nacht: Clara Polito/Penelope Randall Davies

Pamina: Isabel Rey/Tatiana Lisnic
Papageno: Alex Esposito/Vito Priante

Papagena: Sofia Soloviy

Sprecher: Ethan Herschenfeld/ Matthias Hölle

Monostatos: Alexander Krawets/Mario Alves
Primo sacerdote e secondo armigero: Luca Dall’Amico

Secondo sacerdote e primo armigero: Ladislav Elgr

Prima dama: Liesl Odenweller

Seconda dama: Alexandra Wilson

Terza dama: Victoria Massey

Tre fanciulli solisti del Toelzer Knabenchor

Direttore: Günter Neuhold

Regia: Jonathan Miller

Scene e costumi: Philip Prowse

Maestro del Coro: Emanuela Di Pietro
Allestimento Opernhaus Zürich
Prezzi da 180€ a 10€
www.teatrolafenice.it