“DOUCHES FROIDES” di Antony Cordier

Amori in (con)corso
Mickael è un giovane diciassettenne ben integrato nella sua realtà adolescenziale.
Le sue due passioni sono il judo e la fidanzata, le sue due croci una madre nevrotica e un padre alcolizzato.
Ai problemi familiari fanno eco altre preoccupazioni di ordine finanziario.
Una imminente competizione sportiva porta Mickael a stringere amicizia con Clement, nuovo acquisto della squadra.
Diversi per condizione sociale, i due amici sono affiatati nello sport e nella passione per Vanessa, la ragazza di Mickael, al cui fascino anche Clement presto cede, dando inizio ad uno sconvolgente ménage à trois.

Tema centrale della pellicola è ancora una volta il ménage à trois.
Benché nel cinema il triangolo amoroso sia stato trattato e proposto in tutte le salse, se si vuole in qualche modo sconvolgere e mettere in discussione un legame affettivo “canonico”, ecco che ce lo ritroviamo.
Douches froides è una storia di vita comune a quella di ogni adolescente, con un punta di piccante in più.

Ci è proposta un’esperienza erotica vissuta nel nome di un sentimento tramutatosi in passione ed istinto carnale per una giovane fanciulla.
Una sorta di relazione che riesce a spingersi oltre il limite comune per addentrarsi in territori sconosciuti.
Naturalmente, i due ragazzi riescono a gestire la situazione piuttosto serenamente, finché Mickael, sopraffatto dalla gelosia e dal senso del possesso per la fidanzata decide di togliersi dai giochi.
La ragazza invece viene trattata come pure oggetto del desiderio.
Il suo bisogno di sperimentare, sperimentarsi e la sua forza, sono espresse soltanto attraverso la sua concezione apparentemente libera e spregiudicata dell’emisfero sessuale.

L’idea di raccontare una storia di vita attraverso le passioni, gli amori, ed il quotidiano di ragazzi comuni funziona sempre perché coinvolge lo spettatore che in qualche modo si sente partecipe.
La pellicola è oggettivamente un prodotto ben costruito e confezionato anche se non dice nulla di nuovo.
Purtroppo continua ad esistere la tendenza a riproporre temi su cui si è già discusso fin troppo, trascurando aspetti più personali e fondamentali della vita di un giovane uomo e di una giovane donna.
Peccato essersi fermati qui, perché i presupposti per sviluppare la storia e dirigerla verso altre direzioni c’erano davvero, basti pensare al ritratto di Vanessa nel finale della pellicola.

(Francia 2005)
Regia: Antony Cordier.
Interpreti: Johan Libéreau (Mickael), Salomé Stévenin (Vanessa), Pierre Perrier (Clément), Florence Thomassin (Annie), Jean-Philippe Écoffey (Gérard), Claire Nebout (Mathilde Steiner), Aurélien Recoing (Louis Steiner), Camille Japy (Isabelle).
Durata: 102’.

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