Tradurre il Dracula di Hamilton Deane e John Balderston. Perché? Cosa ci può essere di utile nel rendere in italiano un testo di ottanta anni fa e cercare di metterlo in scena?
La figura di Dracula è legata all’immaginario collettivo, infatti è uno dei pochi personaggi che tutti ricordano indipendentemente da età e cultura.
Il “personaggio vampiro” suscita con la stessa intensità repulsione e fascino, il suo carisma é pari alla malvagità.
Quasi tutti hanno un moto di attrazione/repulsione nei suoi confronti, hanno paura di sentirsi attratti dal mondo oscuro, ma fondamentalmente romantico e sensuale.
Ognuno di noi, nella sua ossequiosa obbedienza ai principi morali della società, nasconde nell’intimo il sogno di voler essere diverso, di poter avere una doppia personalità, come Dracula.
Dracula è il nuovo che non conosciamo, lo straniero che porta doni, il futuro ignoto e misterioso, che sovente spaventa. La paura è un brivido che noi viviamo con maggiore profondità, con tutti i nostri sensi. Potremmo dire che la paura diventa un’emozione positiva che ci permette di vivere in pieno ciò che ci circonda.
Diventa dunque interessante osservare la reazione del pubblico di fronte a qualcosa o qualcuno che spaventa: Dracula.
Spettacoli del 16-17-18 aprile 2009 della stagione XI di Marginalia.
Teatro Espace ore 21.00, Via Mantova 38 – 10153 Torino
Tel 011.2386067
Ingresso euro 10,00, ridotto euro 8,00
Info e prenotazioni: [info@salaespace.it->info@salaespace.it] – programma completo disponibile sul sito www.salaespace.it






