Oggi si parla di religione, passato che ritorna e tornadi.
E’ domenica a Wisteria Lane. E la domenica si va in chiesa.
Se non avete una religione preferita provate a chiedere a Bree Hodges: presbiteriani, cattolici o messe gospel. Ne ha una per tutti.
Se avete un segreto inconfessabile, provate a chiedere a Kathryn Mayfair: sa bene come tenerli lontani dalla luce del sole.
“Kathryn Mayfair non era certo il tipo di donna a cui piaceva rivivere il passato, ma quando suo marito Adam l’aveva lasciata i nodi della vita di Kathryn avevano cominciato a sciogliersi, e gli errori fatti in gioventù avevano cominciato a balenare nella sua mente. Ripensava a Wayne Davis, il primo uomo che aveva sposato e la prima volta che l’aveva picchiata, ripensava a come si era sinceramente scusato e a quanto le sue scuse fossero prive di significato, ma finalmente aveva deciso di reagire. Questi erano i pensieri che attraversavano la mente di Kathryn mentre arrivavano le sue amiche e vicine cariche di doni”.
Temere le vicine anche quando portano i doni. Le marmellate e i dolci fumanti come il cavallo di Troia regalato dai Greci.
La saggia voce over di Mary Alice Young apre l’episodio raccontando un evento che sarà significativo per la comprensione dell’intera puntata. Mary Alice annuncia il tema del giorno, lavora sulle debolezze dei personaggi, prefigurando i rovesciamenti emotivi che esploderanno a fine puntata. La sua voce, in esergo, apre una ring composition. Il suo commento, in apertura, instaura una promessa che nel corso dell’episodio verrà mantenuta e che nella fine, sarà letta sotto un’altra luce, spesso misteriosa, aggravata da sotterfugi e doppi giochi.
Il piccolo plotone cerca di insinuarsi nel dolore di Kathryn celando la vera natura di spicciolo bisbiglio di quartiere.
E’ passato un urgano da Wisteria Lane, le tracce che ha lasciato per alcune saranno indelebili (Gabby e Carlos dovranno fronteggiare l’handicap della cecità), per altre saranno motivo di dubbio teologico
(Lynette chiede spiazzata della forza del dolore:
“Perchè io ho superato un cancro e un tornado?”).
Tutte mediteranno sulla forza del sospetto che tarla la fiducia di un amore, di un amicizia, di una fede.
Tra un battuta geniale (Bree, spiegando a Lynette perchè è presbiteriana e non cattolica dice ” Tutto quell’alzarsi, genuflettersi. Vado in chiesa, non in palestra”) e la messa in scena della religione come abitudine al pari del barbecue (il rosario e la bibbia di famiglia, il vestito buono e i concorsi per “ausiliaria del signore”), Desperate Housewives in Sunday (l’undicesimo episodio della quarta stagione), riesce a mischiare la fervente credenza e il dubbio umano.
Tra le domande di Lynette e l’imbarazzo di Bree, la differenza di una fede fresca fatta di continue domande e messe in discussione e lo stantio cerimoniale del sermone a cui tutti annuiscono senza capire il perchè.
“Se hai trovato tutte le risposte, forse le domande non erano quelle giuste”.
Carlos è sicuro di Gabby?
Susan crede ancora in Mike, e soprattutto, dopo le rivelazioni del cugino Timmy su quello che ha visto la sera del presunto omicidio del marito di Kathryn, crederà in lei?
Idie riuscirà a trovare qualcuno che potrà fidarsi di lei, senza tentennare e inciampare in una delle sue trappole?
Bree e Lynette, le donne più tormentate dalle prove che la fede ha posto loro, avranno qualcosa a cui aggrapparsi per dare un nome alle loro sventure?
Per capire la reale importanza delle azioni avvenute l’orecchio deve prestare particolare attenzione alla chiusa finale di Mary Alice: senza le sue parole, le immagini che costruiscono il finale sembrerebbero sempre idilliache versioni di vita di quartiere, filtrata dalle tende dei soggiorni e dalle zanzariere delle cucine. Invece, il suo commento, a volte sagace, a volte semplicemente amareggiato per l’eccessiva fragilità delle sue amiche, squarcia il velo dell’ingenuità dei singoli eventi.
E’ Mary Alice il vero dubbio di D.H. E il sospetto è il motore che manda avanti le storie. La struttura tra soap/melodramma e detection in cui l’esitazione e la perplessità organizzano la tensione della trama, giocano tra circospezione e scoramento, orchestrati proprio dall’unico personaggio “onniscente”, che veglia sull’esistenza degli abitanti di Fairview.
“La fede è credere in qualcosa che non può essere provato e così crediamo alle parole dell’unico padre che abbiamo conosciuto (Dylan e Adam si abbracciano. Adam ha però mentito alla figliastra), crediamo alle promesse della donna con cui dividiamo il letto (Carlos e Gabrielle dormono insieme. Carlos ha mentito sulle sue reali condizioni fisiche. Gabby gli ha servito cibo per cani), contiamo sull’esempio di amici cari che aiutano a diventare delle persone migliori (Lynette e Bree conversano sotto il portico con la Bibbia in mano). Si, tutti vogliamo credere alle persone che ci sono accanto ma quando c’è un dubbio (Susan e Kathryn si incrociano lungo la strada), la nostra fede inizia a vacillare (si sorridono e si salutano) e la paura prende immediatamente il suo posto (girano le spalle e vanno via. Susan sa che Timmy ha visto cosa è successo la sera della scomparsa del marito di Kathryn)”.
TITOLO ORIGINALE: SUNDAY
PRIMA TV USA: 13 APRILE 2008
PRIMA TV ITALIA: 24 GIUGNO 2008, FOX LIFE
SCRITTO DA: Lori Kirkland Baker, Alexandra Cunningham
DIRETTO DA: David Grossman
STARRING: Brenda Strong (Mary Alice Young), Andrea Bowen (Julie Mayer), Shawn Pyfrom (Andrew Van De Kamp), Joy Lauren (Danielle Van De Kamp), Lyndsy Fonseca (Dylan Davis), James Denton (Mike Delfino), Kyle MacLachlan (Orson Hodge), Doug Savant (Tom Scavo), Eva Longoria Parker (Gabrielle Marquez), Teri Hatcher (Susan Mayer), Felicity Huffman (Lynette Scavo), Marcia Cross (Bree Hodge), Nicollette Sheridan (Edie Britt), Dana Delany (Kathryne Mayfair), Ricardo Antonio Chavira (Carlos Solis)






