“Die Hard – Un Buon Giorno per Morire” di John Moore

Se John McClane arriva a Chernobyl...

“Dal momento che San Valentino fu un vescovo romano del terzo secolo, che venne flagellato e decapitato, non sarebbe forse piu’ appropriato festeggiare la ricorrenza accompagnando la tua ragazza ad assistere a un brutale omicidio?!” diceva candidamente Sheldon Cooper in uno degli episodi di The Big Bang Theory.

E quest’anno sarà San Valentino più che mai, considerato che nelle sale di mezzo mondo uscirà Die Hard – Un Buon Giorno per Morire.
A distanza di venticinque anni dal primo film della serie, che ha creato il detective di polizia John McLane, arriva la quinta avventura firmata da John Moore, scritta da Skip Woods (A-Team, X-Men Le Origini) e interpretata dall’inossidabile Bruce Willis.

Durante gli ultimi anni della Cortina di ferro, gli antagonisti russi del film, Komarov e Chagarin, hanno elaborato un piano per rubare del plutonio (che ha un valore di decine di milioni di dollari) dalla centrale nucleare di Chernobyl. Ventisette anni dopo, a Mosca, uno dei due è diventato Ministro, l’altro è finito in galera, tradito, e sta per affrontare il processo, mettendo a repentaglio le fortune di potenti oligarchi. Ma i due ex soci non hanno fatto i conti con la famiglia McClane.

Mentre si allena al poligono nella stazione di polizia a New York, John McLane riceve la notizia che suo figlio Jack (Jai Courtney), che non sente da qualche anno, si è cacciato nei guai: è rinchiuso in una prigione di Mosca.
Affranto dai rimorsi, John si imbarca su un aereo diretto in Russia, per capire cos’è successo.
Quella che a McLane sembra essere una visita di pace al figlio, si trasfroma in una caccia all’uomo tra Mosca e Chernbyl, fatta di doppiogiochisti, inseguimenti adrenalitici, fughe spericolate, sparatorie come se non ci fosse un domani.

Come dicevamo sono passati 25 anni dal primo Die Hard; l’età inizia a pesare, anche se parliamo di John McLane, sempre spericolato e impavido, ora più che mai, visto che deve coprire le spalle al figlio. Ma se confrontiamo Die Hard – Un Buon Giorno per Morire con il primo film, l’atmosfera spaccona, mantenuta eccessiva da dialoghi astuti, quasi comici, qui rallenta il tono, puntando tutto sulle scene d’azione con un carnevale di effetti speciali.

John Bruce McLane mantiene sempre la sua verve sprezzante e ironica, con quel sorriso maliardo di chi va subito al sodo e la sua canottiera è lo status symbol di tutto il franchising. Ottima prova muscolosa anche per Jai Courtney che riesce a rendere Jack degno di suo padre. Il rapporto padre/figlio elaborato e scritto in versione McLane risente di alcuni momenti lenti, si fa più vivace quando abbandona il serioso e si riappropria dell’ironia unta di grasso di motore e di ferita d’arma da fuoco.
Il bad guy di turno non è certo al livello di Alan Rickman o Jeremy Irons e soprattutto risente del doppiaggio italiano che modula l’accento russo sempre su toni imbarazzanti.

Insomma Die Hard – Un Buon Giorno per Morire è un bel giocattolo di bang bang, corse, macchine sfasciate, fiamme e bombe. Nonostante i difetti si sorride, un tempo si rideva, con sfacciato disimpegno.

Titolo originale: A Good Day to Die Hard
Nazione: U.S.A.
Anno: 2013
Genere: Azione, Thriller
Durata:
Regia: John Moore
Cast: Bruce Willis, Jai Courtney, Amaury Nolasco, Cole Hauser, Patrick Stewart, Sebastian Koch, Aksel Hennie, Pasha D. Lychnikoff, Megalyn Echikunwoke, Mary Elizabeth Winstead
Produzione: Dune Entertainment, Media Magik Entertainment, Origo Film Group, Twentieth Century Fox Film Corporation
Distribuzione: Twentieth Century Fox
Data di uscita: 14 Febbraio 2013 (cinema)