venerdì, Luglio 17, 2026
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Dora Maar. Nonostante Picasso

Palazzo Fortuny, Venezia

Henriette Theodora Markovitch, meglio nota come Dora Maar (Parigi, 1907-1997), nell’immaginario e nel ricordo dei posteri è stata soprattutto l’amante e la musa del grande Picasso; la donna di rara bellezza e dalla personalità enigmatica che aveva sedotto il massimo pittore del secolo e, abbandonata, era sprofondata nella pazzia, vivendo isolata dal mondo per i restanti cinquant’anni.

Ma Dora Maar non fu solo questo, fu anche e soprattutto una straordinaria artista e la mostra promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia dall’8 marzo al 14 luglio – tra gli appuntamenti di “Primavera a Palazzo Fortuny” – prima esposizione dedicata in Italia a questa grande fotografa, su progetto di Daniela Ferretti e a cura di Victoria Combalía sua sensibile studiosa, vuole appunto rivelare il singolare talento di “Dora Maar. Nonostante Picasso”.

Grazie ai prestiti ottenuti da importanti musei e collezioni private, la mostra – che espone oltre un centinaio di opere, con alcuni lavori inediti dell’artista di grande interesse – ripercorre la carriera e la personalità di Dora: una donna certamente complessa e tormentata come appare nei dipinti di Picasso, ma anche acuta, intelligente e politicamente impegnata. Una personalità poliedrica e dalle molte vite. Una grande fotografa.
E infatti dopo aver vissuto con la famiglia tra Parigi e Buenos Aires e dopo aver frequentato l’École et Ateliers d’Arts Décoratif e l’Accademia di André Lhot – dove incontra e stringe amicizia con Henri Cartier-Bresson – Dora Maar viene convinta a studiare fotografia all’École de Photographie de la Ville de Paris dal critico Marcel Zahar, anche se sarà soprattutto Emmanuel Sougez a fornirle preziosi consigli tecnici.

Risalgono al 1928 i primi lavori realizzati su commissione e nel 1930 la Maar inizia a lavorare come assistente di Harry Ossip Meerson, nel cui studio conosce Brassaï. Quindi il connubio con Pierre Kéfer, il giovane che aveva creato le scene per il film La caduta della casa degli Usher di Jean Epstein. Le loro opere vengono firmate con il timbro Kéfer-Maar ma gli scatti di strada, che pure portano le due firme congiunte, sono quasi totalmente di Dora. Sono queste forse le sue foto meno note – di cui la mostra al Fortuny propone una straordinaria selezione – eppure di grande interesse per l’attenzione alle frange marginali della società (scene di miseria e vagabondi, ciechi e e storpi), per il mondo dell’infanzia, per la vita quotidiana che si svolge nelle strade ove prevalgono il popolare e l’eccentrico.

L’attenzione di Dora per i meno abbienti in una Parigi colpita dalla grande crisi del ‘29 “si colora anche di politica”. All’epoca la Maar aveva una relazione con un giovane e intelligente cineasta Louis Chavance e frequentava il mondo di Montparnasse con Paul Éluard, i fratelli Jacques e Pierre Prévert, Luis Buñuel, ma cosciente delle disuguaglianze sociali, decide anche di impegnarsi nella lotta in favore delle classi umili ed entra a far parte nel 1933 del gruppo Masses, dove conosce il filosofo e rivoluzionario Georges Bataille. La loro relazione dura pochi mesi, la loro amicizia molto più a lungo.

Tra le foto “di strada” un posto particolare hanno quelle scattate nel suo viaggio solitario nel ‘33 a Barcellona e in Costa Brava.
A Parigi Dora si recò spesso nella Zone, una serie di terreni incolti nelle vicinanze della città, dove gente poverissima (gli zonards) viveva nelle baracche. Fu qui che scattò immagini come Due bambini davanti a una roulotte (1931-’36), efficaci ritratti di povertà così come Ragazzino con le scarpe spaiate (1933). Il bambino tiene gli occhi chiusi e questo – come sottolinea la curatrice – è uno dei temi che ossessionerà Dora Maar: lo sguardo, la cecità e gli occhi chiusi in trance o nel sonno.
In un sorprendente fotocollage finora inedito, Ciechi a Versailles, vediamo riuniti nella residenza dei Re di Francia – visione surrealista – tutti i non vedenti fino ad allora fotografati da Dora Maar: l’orchestra di ciechi di Barcellona, un uomo-sandwich con gli occhi chiusi, un cieco che canta e un bimbo che dorme.

L’impegno politico di Dora coincide con il suo ingresso al gruppo surrealista. Dora Maar era inevitabilmente attratta dalle idee surrealiste: oltre a schierarsi dalla parte dei diseredati, aveva un’istintiva e forte inclinazione per il misterioso, il magico e il soprannaturale e temi fondamentali del credo estetico e ideologico dei surrealisti erano proprio il pensiero automatico, la follia, l’arte infantile, il mondo primitivo, l’erotismo. “Rivelare l’inquietante stranezza del quotidiano” diventò uno dei talenti di Dora Maar. Spesso Dora dimostra grande senso dell’umorismo, come nel collage in mostra, anch’esso inedito, Villa in vendita.

Si susseguono in questi anni le esposizioni: alla “Mostra Surrealista” di Tenerife nel 1935 e, nel 1936, a “Fantastic Art, Dada e Surrealismo” di New York, alla mostra “Objets Surréalistes” alla Galleria Charles Ratton e alla “Mostra Internazionale del Surrealismo” di Londra.
Dora Maar alternava la fotografia sperimentale a quella commerciale. Eseguì ritratti, foto di nudi, pubblicità. Come alcuni fotografi suoi contemporanei adottò un linguaggio sperimentale per i suoi incarichi commerciali: la solarizzazione, l’uso del negativo, la sovrimpressione e il fotomontaggio furono alcuni dei procedimenti che utilizzò, per esempio, nelle due versioni di Bagnante, dove alle modelle che pubblicizzano un costume da bagno sono sovrimpressi i riflessi dell’acqua della piscina. Pubblicò su giornali di moda e anche su alcune piccole riviste erotiche che uscivano negli anni Trenta come “Beautés Magazine” o “Amours de Paris”.

Tra i tanti ritratti, sono bellissimi quelli di Nusch Éluard, come quello come le mani accostate alle guance contro uno sfondo nero, intenso e drammatico. Di Jean-Louis Barrault, nel cui studio Picasso avrebbe poi dipinto Guernica, Dora Maar scattò due immagini sensazionali, una delle quali in mostra, mentre nei ritratti di Marie-Laure de Noailles e del poeta René Crevel – lavori inediti presentati per la prima volta in questa occasione – troviamo vecchi negativi degli anni Trenta successivamente rielaborati, come lei amava fare, con ottimi esiti.

Il 7 gennaio 1936 Paul Éluard presentò Dora a Picasso e tra i due ebbe inizio una relazione, passionale e tormenta.
Lavorarano insieme a un gruppo di opere che combinavano le tecniche del fotogramma e del cliché verr e Dora fotografò le diverse fasi di realizzazione di Guernica, lasciandoci uno straordinario documento sulla genesi e l’evoluzione di questo capolavoro.
Nel 1937 c’è il riavvicinamento di Dora alla pittura che non abbandonerà più fino alla fine della sua vita, mentre Picasso la immortala in quegli anni in innumerevoli tele: all’inizio bella e malinconica con un corpo bianchissimo e sensuale, ma a partire dal ‘38 chiusa in un intreccio di linee sottili, “come una rete o una griglia – nota la Combalìa – metafora del suo carattere tormentato e incostante”.
In mostra si potrà rivedere Dora in un olio di Pablo del ’39 ma anche in un piccolo, straordinario bronzo realizzato dal grande artista nel ’41.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale la coppia si stabilì a Royan ma negli anni seguenti i fatti precipitarono: la fuga del padre in Sudamerica per timore di essere scambiato per ebreo, l’arresto nel ‘42 della madre rimasta in Francia e la sua morte per un’emorragia cerebrale, l’angoscia provocata dall’invasione tedesca, i tradimenti di Picasso e la sua relazione con la giovane pittrice Françoise Gilot. Troppo per Dora.
Nel 1945 dopo una serie di bizzarri comportamenti, la sua instabilità sfociò in una grave depressione che superò solo negli anni – vivendo ritirata da tutti – grazie alla psicanalisi di Lacan e al ritorno alla religione.
Dora Maar si spense a Parigi nel 1997.

Dora Maar. Nonostante Picasso
Dall’8 marzo al 14 luglio 2014
Palazzo Fortuny, Venezia
Orari:
Dalle ore 10 alle 18 (biglietteria ore 10 -17)
Chiuso il martedì e il 1° maggio.
Biglietti (valido per l’intero Palazzo / tutte le mostre):
Intero € 10
Ridotto € 8
Info e prenotazioni:
www.fortuny.visitmuve.it
info@fmcvenezia.it
Call center: dall’Italia 848082000 / dall’estero +3904142730892