“Due donne che ballano” di Benet i Jornet al Carcano di Milano

Due donne in una stanza

In questi ultimi anni sono diversi i drammaturghi catalani che si sono fatti apprezzare sui palcoscenici del nostro paese. Mi riferisco a nomi come Jordi Galceran (Il metodo, Il credito) o Pau Miró (I giocatori). Pur avendo qualche anno in più, Josep Maria Benet i Jornet in Italia è, per il momento, meno conosciuto degli altri nomi che ho citato. A Barcellona è però considerato il più importante autore del teatro catalano contemporaneo. Al suo attivo, oltre a numerosi testi per il teatro, ha un’ampia produzione di copioni per la serialità televisiva.

Due donne che ballano (in catalano, Dues dones que ballen, 2010) è stato accolto in patria con molti apprezzamenti, come una delle sue opere migliori. Anche a Madrid, dove le sue pièce precedenti erano state talvolta recepite con qualche riserva, ha suscitato consensi pressochè unanimi. In Italia lo aveva già portato in scena il Teatro Stabile della Sardegna nel 2014. Oggi ritorna in una produzione Carcano – Centro d’arte contemporanea, con la regia di Veronica Cruciani.

Il testo è incentrato intorno al rapporto tra una donna anziana, malata e bisognosa di assistenza, e una donna più giovane, che ha il compito di aiutarla nei lavori domestici un paio di giorni alla settimana. La relazione è inizialmente improntata a una reciproca ostilità: una grida che “non ho bisogno di te”, l’altra è taciturna e rifiuta di parlare di sè, negandosi alle insistite domande della prima. A poco a poco, però, il rapporto si evolve e porta a un avvicinamento. Entrambe si confrontano con le assenze che pesano nelle loro vite. Due donne che ballano non è – come forse questo breve riassunto potrebbe far pensare – una storiella agrodolce, una sorta di racconto hollywoodiano imperniato sui buoni sentimenti e all’insegna della conciliazione. Il testo, per nulla consolatorio, mantiene i personaggi, e il loro rapporto col mondo, in uno stato di costante tensione e, allo stesso tempo, punteggia la drammaticità del confronto tra le protagoniste con note aspramente umoristiche. Se in altri suoi lavori, Benet non aveva pienamente convinto la critica spagnola per una certa tendenza ad eccedere nei toni melodrammatici, qui raggiunge invece un ammirevole equilibrio. Qualche passaggio può forse risultare un po’ prevedibile, ma nel complesso gli sviluppi della relazione – nella quale ha un ruolo fondamentale la ricerca del giornalino che completi la collezione della padrona di casa – sono tratteggiati con misura. Molto riuscito è poi il finale, tragico e leggero: non lo si può svelare qui, ma, come ha scritto il critico di “El País”, appare “tanto logico quanto imprevedibile”.

Una Maria Paiato superlativa e una brava Arianna Scommegna, danno vita a queste due donne, rassegnate e combattive al medesimo tempo, in una messa in scena sobria e rigorosa.

Due donne che ballano, di Josep Benet i Jornet
Regia di Veronica Cruciani.
Con Maria Paiato e Arianna Scommegna.
Produzione Carcano – Centro d’arte contemporanea
Visto al Teatro Carcano di Milano, 10 dicembre 2015