“EGYETLENEIM (LE MIE UNICHE E SOLE)” di GYULA NEMES

Settimana della Critica
Dopo venti anni di assenza torna a Venezia il cinema ungherese con la storia di un ragazzo che insegue e abborda in modo ossessivo varie ragazze nelle strade di Budapest, mentre l’unica donna che forse può amare lo lascia, costringendolo a riprendere il suo errare senza meta alla ricerca di altri fugaci rapporti.

Un frenetico movimento della macchina da presa, immagini frammentate e psichedeliche, due protagonisti magri al limite dell’anoressia, linguaggio e sequenze decisamente forti e sgradevoli.

Se l’arte cinematografica, per esser tale, deve colpire come un pugno nello stomaco, il film di Gyula Nemes, fatta eccezione per un paio di sequenze, è sicuramente arte. Ala poco più che trentenne regista ungherese, diplomata alla Scuola Famu di Praga, non si può tuttavia negare di esplorare nuove strade, e di infondere una certa vitalità nella ricerca di nuovi mezzi espressivi. Non sempre, tuttavia, ricerca fa rima con qualità.

La storia del protagonista (Krisztián Kovács) perennemente a caccia di ragazze da rimorchiare, la cui scalmanata attività per le strade di Budapest si interrompe solo davanti al possibile innamoramento per Ágnes Kovalik, alla fine non è niente di più di una banale storia d’amore finita male tra disperazione e bugie, girata con immagini da epilessia, che saranno anche innovative, parole molto di moda oggi, sotto il profilo strettamente visivo, e tuttavia lasciano un segno negativo.

Perché una sceneggiatura, scritta dallo stesso regista Gyula Nemes in collaborazione con Tamás Beregi e László Garaczi, che ha richiesto circa cinque anni di lavoro, poteva forse essere un po’ meno asservita all’uso estremo della videocamera.

EGYETLENEIM (lE MIE UNICHE E SOLE)
Ungheria, 2003 – 2006
Durata: 76 min.
Regia: Gyula Nemes
Produzione: Mediawave 2000 Kft
Interpreti: : Krisztián Kovács, Orsi Tóth, Ágnes Kovalik, Ági Szép, Eszter Tompa, Kata Nemes Takách
Sceneggiatura: Tamás Beregi, László Garaczi, Gyula Nemes
Fotografia: Balász Dobóczy
Musica: Dj Palotai
Montaggio: Ágnes Völler
Presentato: Venezia 2006

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