12 anni di vita, 21 mila concerti in 12 nazioni europee, USA e Canada, 5 milioni e mezzo di spettatori, 90 produzioni discografiche, 55 compilation.
Basterebbero questi pochi dati per far capire il rilievo che negli anni ha assunto EMERGENZA, di certo il più grande contest musicale europeo.
La manifestazione, che dal 2001 è diventata agenzia ufficiale di scouting per la Columbia-Sony Music, ha come obiettivo quello di permettere a giovani band di trovare gli spazi che spesso meriterebbero ma che purtroppo non sempre gli sono concessi.
Il regolamento è molto semplice: ci si iscrive via internet o nei vari punti di iscrizione (per maggiori informazioni: www.emergenza.net); a tutti i gruppi iscritti viene data la possibilità di esibirsi sul palco di famosi clubs con uno show live di 30 minuti per poi essere sottoposti all’inappellabile giudizio del pubblico, che vota per alzata di mano dopo ognuna delle (almeno) sette esibizioni per serata. Insomma, bisogna imbracciare la chitarra, schiarirsi la voce e dare il meglio di se: questo è il modo migliore per passare allo step successivo del concorso. Per i vincitori delle singole serate (in Veneto il festival tocca Verona, Treviso, Padova e Vicenza) si apriranno le porte delle varie finali regionali e, eventualmente, delle grandi finali regionali italiane di Milano (“Rolling Stones”), Roma e Firenze. Per chi dovesse superare anche questa prova ci sarà poi la possibilità di calcare il prestigioso palco del “Taubertul Open Air Festival”, in Germania, per la finale europea che si terrà ad Agosto: Guano Apes, Fun Lovin’ Criminals, Ash, Travis, The Cure, Sister of Mercy sono solo alcune delle band che parteciperanno all’appuntamento. Se ancora non bastasse, il vincitore del Festival presenterà il proprio show in un tour negli Stati Uniti con in tasca un contratto con la Columbia-Sony Music.
Ma oltre ad essere una fondamentale vetrina per band desiderose di emergere, Emergenza è una grande occasione per il semplice appassionato di musica di scoprire cosa bolle nel grande pentolone della scena “underground” italiana (e internazionale), soprattutto per la notevole varietà di generi che vengono portati sul palco: dal pop al rock, dal metal al blues, dal funky al drum’n’bass, dall’hip-hop al reggae, cover o pezzi inediti. Nella serata del 10 Marzo al Flipper House di Verona, ad esempio, si è passato dal calore rhythm&blues della “San Francisco Band” all’alienazione alt-rock dei “Piano 9 dell’Interspazio”; buona impressione ha fatto il punk-rock dei “Doppiomalto”, a cui va una menzione d’onore nonostante non siano stati premiati dal pubblico.






