“Epitaph” di Jung Sik e Jung Bum-Sik

Phantomélo

Amori in (Con)corso
Un film che unisce horror e mélo. Grande taleno visivo nel raccontare tre storie di amore e morte in un obitorio insidiato da fantasmi.

In un obitorio, ai tempi dell’occupazione giapponese in Corea, il giovane studente di medicina Park Jung-Nam assiste ad inspiegabili vicende, forse determinate dai fantasmi che popolano l’edificio. Una bambina è l’unica sopravvissuta in un mortale incidente che ha tolto la vita alla madre e al patrigno, e sembra tormentata da un terribile segreto; una giovane dottoressa sembra nascondere qualcosa, mentre il giovane Jung-Nam è ossessionato dal corpo di una donna giunto all’obitorio, morta suicida per congelamento. Forse non tutti i corpi dell’obitorio sono disposti a riposare in pace…

In una struttura temporale assai complessa, fatta di contnui flashback e inserimenti, i fratelli Jung sperimentano l’unione di due generi in realtà assai compatibili, horror e mélo. Le ossessioni che guidano le paure dell’horror si intrecciano così con quelle sentimentali che accompagnano storie d’amore spesso impossibili, malate, in bilico continuo fra realtà e fantasia. L’operazione è forse leggermente appesantita da una struttura, come già detto, molto complessa, forse troppo, facendo diventare un interessante gioco di montaggio un’operazione un po’ fine a sé stessa, nonostante metta in luce l’ossessività di tutti i personaggi verso l’amore, così come un’idea di ciclicità che collega vita e morte, morte e amore in un percorso di eterno ritorno.

I due registi coreani dimostrano di possedere un talento visivo non indifferente, con uno stile curato fino al minimo dettaglio, preciso, vivace e caleidoscopico come solo il cinema orientale sa essere, grazie anche all’accesa fotografia di Yun Nam-Joo. Anche in questo caso, tuttavia, si ha l’impressione talvolta che la coppia di registi tenda all’eccesso, creando uno stile estetizzante che non sempre trova una giustificazione al di là di quella del semplice piacere visivo. Le storie raccontate, tuttavia, si legano con disinvoltura e il film scorre senza intoppi, segnando in pieno la non facile commistione fra generi che si era prefisso, e risultando vincente sia come mélo che come horror. Data l’ottima confezione, non è da escludersi una discreta distribuzione anche nei mercati europei.

Titolo originale: Gidam
Nazione: Corea del Sud
Anno: 2007
Genere: Horror
Durata: 98’
Regia: Jung Sik, Jung Bum-Sik
Cast: Kim Tae-Woo, Kim Bo-Kyung, Lee Dong-Kyu.
Produzione: Dorothy Film, Studio 2.0
Data di uscita: 18 Aprile 2008 (Verona – Schermi d’Amore)