lunedì, Ottobre 12, 2026
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“Everything is illuminated” di Liev Schreiber

Tra manie di collezionismo e “paura di dimenticare”, Elijah Wood alla ricerca di un commovente passato

Orizzonti
Un’intera parete ricoperta di bustine salva oggetti: questa è la mania di Jonathan, giovane ragazzo statunitense, dall’aspetto curioso e dallo sguardo malinconico, che colleziona tutto ciò che appartenga alla sua famiglia. Ma un solo oggetto vale più degli altri: una foto di suo nonno, che durante la Seconda Guerra Mondiale, riesce, come altri ebrei, a fuggire dall’Ucraina e rifugiarsi in America. Al suo fianco una misteriosa donna e il nome di uno sconosciuto villaggio: Trachimbrod.

Da qui inizia l’avventura di Jonathan nella sua “rigida ricerca” di un passato storico determinante per le sue radici familiari e per la sua personalità. In Ucraina troverà ad aiutarlo una coppia sgangherata: Alex, giovane “russo di Odessa”, come lui tiene a precisare, appassionato (ossessionato) da tutto ciò che è occidentale (la musica, lo stile nel vestire, il divismo), e suo nonno, uno strano individuo che dice di essere cieco senza esserlo. L’incontro sarà motivo di scontri culturali che daranno al film delle ottime scene comiche e piene di ironia.

Schreiber, al suo esordio dietro la macchina da presa, riesce con eccellente maestria, ad accompagnarci senza nette cesoie narrative, da un inizio ridente e disegnato con allegria kusturiciana, ad un’atmosfera che ha lo scopo di addentrarci nel territorio della memoria, del commovente passato storico del nonno di Jonathan. I tre personaggi, ben interpretati, riusciranno a trovare Trachimbrod, la donna della foto e il passato del vecchio Safran Foer, nonno di Jonathan. Ma Alex aiutando il suo coetaneo avrà l’occasione di scoprire il suo di passato, nascosto volutamente ai suoi occhi e a quelli della sua famiglia.

La riuscita di questo film sta nel delineare con acume i tre personaggi: il protagonista, che può sembrare statico espressivamente, lascia trasparire il suo affetto verso la famiglia dalla sua voglia di sapere, di non dimenticare il proprio passato, evidenziata da questa ricerca spasmodica degli oggetti. Tutto deve essere filtrato dai suoi grandi occhiali da vista (che sono presenti non a caso), strumento per “una ricerca veramente rigida”. Alex che da semplice accompagnatore, diventa protagonista di un passato “nascosto” che accomuna molte persone. Il nonno di Alex, che nasconde dietro la sua falsa cecità, la voglia di cancellare, e quindi di non vedere, episodi della sua vita che lo hanno segnato nel profondo, e che non lo lasceranno in pace fino al giorno in cui non ne farà i conti.

Il film, pur trattando un argomento spesse volte affrontato dalla cinematografia, non è mai banale e didascalico, e riesce ad attrarre a se l’attenzione del pubblico, che sicuramente ripagherà ai botteghini l’opera prima di questo promettente regista.

Titolo originale: Everything is illuminated
Nazione: U.S.A
Anno: 2005
Genere: Commedia
Durata: 102′
Regia: Liev Schreiber
Cast: Elijah Wood, Eugene Hutz, Boris Leskin
Produzione: Peter Saraf, Marc Turtletaub
Distribuzione: Warner Bros
Data di uscita: Venezia 2005