DAL NOSTRO INVIATO NEGLI STATI UNITI – Tragicomica lavorazione del film “Home for Purim”, tra una storia improbabile e crescenti previsioni per l’Oscar. Commedia di costume divertente a tratti, ma che non riesce a riscattarsi da un’eccessiva semplicità di fondo.
Home for Purim (A casa per il Purim), storia di una famiglia ebrea del sud che si ritrova attorno alla madre malata terminale in occasione della ricorrenza del Purim, è un film in fase di lavorazione caratterizzato da uno staff decisamente squinternato: dal cast, composto da attori dalle carriere improbabili e alquanto fallimentari, alla produttrice, una ricca bionda svampita, agli sceneggiatori responsabili dei testi raccapriccianti. Le prospettive cambiano completamente quando il film sembra trasformarsi improvvisamente in un possibile candidato per gli Oscar, a partire da voci infondate che pian piano crescono fino a venire prese seriamente in considerazione. Così inizia la promozione della pellicola, tra programmi e conduttori televisivi ancora più improbabili dello stesso cast, in spasmodica attesa delle nomination.
I film di Christopher Guest (Una bionda in crescendo, Campioni di razza), che in Italia non hanno mai ottenuto un successo pari a quello americano, hanno una particolarità: in genere riuniscono lo stesso cast, ormai collaudato, e vengono girati basandosi non su una vera e propria sceneggiatura ma su un canovaccio che lascia agli interpreti grande spazio all’improvvisazione. La commedia però, per quanto divertente a tratti, non sembra mai prendere il volo e resta sempre in un’aura di mediocrità dalla quale non riesce a riscattarsi, con tante risatine qua e là ma nessuna sana, fragorosa risata. Un vero peccato se si considera che l’idea di partenza, per quanto semplice, si proponeva come inventiva e sarcastica e poteva dare spunto a varie soluzioni, senza contare che il cast di aficionados è sicuramente di ottimo livello: su tutte una brillante e convincente Catherine O’Hara, che distanzia tutte le altre performance nel film, per quanto pregevoli.
Il problema sembra però essere proprio nella struttura portante, dove la scelta di affidarsi all’improvvisazione attoriale – che in teatro funzionerebbe indubbiamente – qui sembra rivelarsi eccessivamente limitativa; ogni scena, infatti, è costruita in modo tale che vi sia una gag portante e un momento di rottura che interrompe una coppia di attori con l’entrata di un terzo personaggio. Tutto questo, dopo 15 minuti, comincia a diventare ripetitivo, e le gag raramente si rivelano davvero esilaranti.
Certi momenti sono comunque degni di nota: soprattutto il trash televisivo grottesco e surreale – che poi tanto surreale non è – e ogni singola inquadratura in cui compare Catherine O’Hara, il cui personaggio regala alla storia un tratto di amarezza e autenticità; ironica inoltre la scelta di cambiare il titolo del film a metà lavorazione per raggiungere un pubblico più ampio sostituendo il Purim col Thanksgiving.
Il film sicuramente perderà forza nella versione italiana, trattandosi di una commedia di costume radicata in una tradizione e una mentalità tipicamente americane: le infinite previsioni sulle nomination e sugli Oscar, per esempio, sono una tipica fissazione statunitense, come lo stile dei conduttori televisivi o varie gag sul mondo del cinema.
Una pellicola a tratti godibile, con buone interpretazioni ma che purtroppo non riesce ad elevarsi da un’eccessiva semplicità di fondo.
Titolo originale: For your consideration
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Commedia
Durata: 86′
Regia: Christopher Guest
Sito ufficiale:
http://wip.warnerbros.com/foryourconsideration
Cast: Catherine O’Hara, Christopher Guest, Eugene Levy, Harry Shearer, Parker Posey, Christopher Moynihan, Jennifer Coolidge, Rachael HarrisProduzione: Shangri-La Entertainment
Distribuzione: Warner Inbdependent Pictures
Data di uscita: 17 Novembre 2006 (USA)





