FRANCESCO BONAMI PARLA D’ARTE A PALAZZO GRASSI

Sull'arte contemporanea

Francesco Bonami è un critico e curatore d’arte italiano tra i più conosciuti anche all’estero, direttore della 50° edizione della Mostra Internazionale d’Arte di Venezia, curatore di Mapping The Studio per la Fondazione Pinault a Palazzo Grassi e a Punta della Dogana, è famoso anche per i suoi libri.

Il 25 giugno a Palazzo Grassi ha incontrato esperti d’arte e pubblico appassionato per la presentazione del suo nuovo libro: Si crede Picasso. Come riconoscere un vero artista contemporaneo da chi non lo è edito da Mondatori.
Francesco Bonami ha aperto l’incontro dicendo che “per essere un buon critico d’arte bisogna prima essere un cattivo artista, come lo sono stato io”, conquistando subito il pubblico con il suo stile ironico, e stimolando nello spettatore la voglia di conoscere e approfondire temi e personaggi trattati in linea con lo stile dei suoi libri.
Bonami ha toccato e descritto alcuni aspetti importanti “degli artisti di successo” e nell’arte contemporanea.

L’età dell’artista, in questo momento storico, secondo il critico d’arte, non influirebbe, chiunque infatti può avere successo in qualsiasi momento della propria vita, e questo è anche uno dei motivi per i quali chiunque si inventa qualsiasi stranezza senza una preparazione di fondo e “prova l’inutile scalata al successo”, il più delle volte rimanendo stupito di aver fallito.
Documentarsi, sapere chi, dove, perché, in rappresentanza di quale movimento artistico è stata prodotta un’opera è ciò che caratterizza il pubblico esperto da quello neofito.

Dall’altra però bisogna anche “lasciarsi andare” e farsi coinvolgere sentimentalmente quando si ammira un’opera, perché gli artisti veri sono capaci di instaurare con il pubblico una particolare alchimia.
Secondo Bonami l’artista vero possiede il gene della comunicazione, cioè la necessità di “dire e raccontare” qualcosa e di toccare l’anima delle persone indipendentemente dalla tecnica e dai materiali usati, insomma le opere degli artisti veri hanno un’anima che il pubblico percepisce.
E’ giusto studiare e conoscere l’arte per un artista, ma solo al fine di capire quale sia il percorso più consono alla propria realizzazione, che nella maggior parte dei casi, e per tutti, significa “diventare ricco e famoso”, ironizza Bonami.

”L’arte è come il sesso”, continua Bonami, “ti spiegano come si fa, ma alla fine crei da solo e non sempre è facile capire da soli se hai fatto bene, come nell’arte, devono dirtelo”.
“Arte è anche libertà e rischio”, sei libero di dire quello che vuoi e come vuoi nell’arte contemporanea, ma anche il pubblico e libero di accoglierti o criticarti.

Francesco Bonami ha posto l’accento sul fatto che tutti “credono” di essere in grado di dare un giudizio sulle arti e sulle opere antiche, ma riguardo l’arte contemporanea il pubblico non si esprime, per molti rimane un mistero, alla cui comprensione sono ammessi solo pochi eletti.
Di una cosa Bonami non ha dubbi, quando un artista rappresenta una nazione il giudizio tra pubblico e critica deve essere univoco. Deve essere un’artista davvero capace, non deve essere quello più quotato e pagato, ma un artista “vero”.
Alla fine della conferenza, oltre alla grande voglia di conoscere il suo nuovo libro, Francesco Bonami ha sottolineato quanto sia difficile fare arte, esprimere un messaggio, arrivare nell’intimo delle persone e sopravvivere nel mercato artistico tra critici e mercanti, e quindi si intuisce che non è vero “che forse lo potevamo fare anche noi” (per citare il titolo del suo precedente libro).

Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com – Romina Greggio