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FULVIO PENDINI

Mostra antologica ai Musei degli Eremitani a Padova

Fulvio Pendini (1907 – 1975) ha attraversato buona parte del secolo scorso, vivendone le correnti artistiche più esaltanti e immergendosi con passione nella eredità pittorica medievale patavina per sposarla con le scuole più ardite della sua contemporaneità.

La cittadinanza di Padova (Comune di Padova e i Settori delle varie attività culturali cittadine) lo onora e commemora con una grande mostra di cento opere dal 18 maggio al 4 novembre 2007 presso le sale dei Musei Civici agli Eremitani, puntigliosamente curata da Daniela Banzato, Virginia Baradel, Franca Pellegrini. Catalogo Skira.

Pendini ovvero il cantore di una Padova che egli legge attraverso le lenti della tradizione giottesca e donatelliana, fissandola, oltre che sulle tele, anche su facciate e pareti (vedi ad esempio le sale del Bo) nella più genuina arte murale.
La tastiera multiforme della sua ispirazione parte da un primitivismo dagli accenti incantati, a un realismo magico e sognante sino al cifrario post- cubista e astratto che mai si allontana dalle vibrazioni della visualizzazione esistenziale.
Sensibilissimo alle ondate delle pulsioni sociali, partecipa alle mostre sindacali interprovinciali di Ca’ Pesaro, invitato a sei edizioni della Biennale dal 1940 al 1954, alle Biennali d’Arte Triveneta degli anni cinquanta e sessanta.

Il cromatismo , le dinamiche lineari pluridimensionali, le frantumazioni di segmenti di piani, campeggiano dominanti nelle sue tele e nei suoi murali, infondendo quella sua vitalità e quel suo missionarismo che trasmette gli accenti civici, etici e culturali della sua gens patavina e dei suoi edifici in cui nascono tradizioni e civiltà.

Più che cantore dell’epicità sociale, è lo scrupoloso e affettuoso indagatore “in et extra moenia” della vita quotidiana cittadina: ferma l’irrequietezza gioiosa dei bimbi tra le giostre del Prato della Valle, trasfigura in linguaggi metaforici le cianfrusaglie delle soffitte, ferma le soste della luna sui tetti e sui silenzi di calde notti estive. Solo attraverso gli atteggiamenti di personaggi formicolanti nelle strade di periferia, suggerisce la macrostoria di vicende e di pulsioni sociali che sfumano il più delle volte in volti rassegnati, golosi di pacificazione o in paesaggi dalle mitezze concilianti. Da notare tuttavia che nelle tele in cui echeggiano tracce di postcubismo, si fa luce maggiormente il suo impegno morale (vedi ad esempio la tensione dialogica dei “Pescatori” del 1949).

Rielabora i suggerimenti di Campigli, di Severini, di Guttuso ed è pure incantato dal colore puro dei pittori d’avanguardia della corte veneziana della Guggenheim (si osservino i colori intensi dei “Tre pagliacci”, di alcune nature morte, degli interni ridotti anch’essi a oggetti da contemplare : è lo sguardo che eleva a poesia la vita domestica).
Ha creato un’immagine della città sotto una forma nuova, testimonianza calda e fluttuante di un’epoca.

FULVIO PENDINI (1907 – 1975). Antologica
Dal 19 maggio al 4 novembre 2007
Padova, Musei Civici agli Eremitani, piazza Eremitani 8
Orario: tutto l’anno 09.00 – 19.00
chiusura: tutti i lunedì non festivi, Natale, S. Stefano, Capodanno, I Maggio
Biglietti: intero (mostra e Museo) euro 10,00; cumulativo (mostra, musei e cappella degli Scrovegni) euro 12,00; ridotto euro 8,00, ridotto speciale euro 5,00; gratuito bambini fino ai 6 anni, disabili
Catalogo SKIRA
ImmaginArte – tel. e fax .049 8719255,
info@immaginarte.pd.it
info: http://padovacultura.padovanet.it

Vernice: 18 maggio 2007, ore 12,00