George, Ann e il loro figlioletto Georgie sono una famiglia benestante in vacanza al lago. Mentre George e il figlio sono intenti a montare la barca a vela sul molo, due ragazzi si introducono nella casa affittata dalla famiglia e, con un futile pretesto, riescono a farsi accogliere da Ann. Dietro ai modi cortesi e agli abiti da golfisti si celano due individui pronti a tutto pur di divertirsi sadicamente con i loro ospitanti.
Paul (Micheal Pitt) e Peter (Brady Corbet) sembrano due bravi ragazzi, nessuna vecchietta negherebbe mai quattro uova a dei fanciulli così educati e riguardosi. A maggior ragione non lo farebbe Ann (Naomi Watts), una donna volenterosa di manifestare al vicinato la gentilezza propria di un appartenente al suo ceto sociale; così, oltre a concedere ai due presunti golfisti le uova richieste, permette loro di provare una mazza da golf ed elargisce altre uova dopo che le prime erano state fatte cadere sul pavimento. Notando la fin troppo educata invadenza dei suoi ospiti, Ann capisce che qualcosa non quadra e comincia ad agitarsi. Sentendo abbaiare incessantemente il cane, che probabilmente aveva capito prima di tutti chi si trovava di fronte, George (Tim Roth) rientra nell’abitazione; anch’egli, colto dall’irrefrenabile voglia di dimostrare la sua cordialità, accoglie con benevolenza gli sconosciuti e si stupisce dell’atteggiamento della moglie, finchè non si ritrova steso per terra con un ginocchio rotto.
Quando anche Georgie ritorna a casa, la famiglia è ricomposta e pronta a subire ore di torture psicologiche e fisiche per mano di Paul e Peter che, divertiti, inventano numerosi giochi per movimentare la serata.
La prima parte del film, dedicata all’ingresso dei due ragazzi nella vita della famigliola e all’inizio della “persecuzione giocosa”, è abbastanza accattivante: dagli sguardi di Paul si intuisce la sua indole diabolicamente perversa e l’escalation di eventi che porta al sequestro è impressionante per la naturalezza delle azioni dei rapitori. Successivamente si assiste ai giochi a cui la famiglia è costretta a prendere parte e l’opposizione alla volontà dei manovratori ludici è sedata da punizioni fisiche. Dal momento in cui George, Ann e il figlio diventano ostaggi, il ritmo del film rallenta e la ricerca di creare apprensione a causa della cattiveria dei due amici si traduce invece in una farsa piuttosto noiosa, interrotta soltanto dal tentativo di fuga della madre e del figlio. I dialoghi tra Paul e Peter hanno sempre la stessa struttura, tendente alla formulazione di una scommessa o di una proposta di gioco; ne risulta un calo drastico della tensione accumulata durante il rapimento, che raggiunge la noia verso la fine del film.
_ Non è bastato collezionare i nomi di tre attori di fama internazionale per dare importanza ad una storia sviluppata in modo poco brillante ed in gran parte ancorata alle fasi discorsive di Paul e Peter.
Oltre che manovratore del gioco mortale all’interno della casa, Paul si diverte nel giocare con il pubblico attraverso la macchina da presa. Il personaggio interpretato da Michael Pitt distoglie gli occhi dai suoi ostaggi e propone anche allo spettatore di scommettere sulla vita della famiglia, aggiungendo poi di essere consapevole che il pubblico gli è ostile.
_ Inoltre Paul interagisce e comanda lo svolgersi della vicenda in modo assoluto, evidenziando come le sue vittime siano irrimediabilmente legate a lui. Verso la conclusione del film, essendosi creata una situazione contraria al volere del personaggio, Paul riavvolge la pellicola del film che lo vede protagonista per cancellarne la parte, appena trascorsa, che non è di suo gradimento.
Come preannunciato dal trailer, ci sono degli ammiccamenti ad Arancia Meccanica, anche se sarebbe più corretto parlare di Funny Games come un film con qualche citazione a quello di Kubrick, piuttosto che affiancare le due opere. Sebbene infatti ricordi un episodio in cui Alex e i suoi Drughi irrompono nella casa di uno scrittore, la pellicola di Haneke, rifacimento dalla struttura quasi identica all’omonimo suo film del 1997, dal punto di vista della trama e della cura della psicologia malata dei personaggi, ha poco, molto poco, da spartire con il capolavoro di Kubrick. Permangono solamente (e vagamente) gli abiti bianchi, il parziale uso della musica classica e quell’espressione degli occhi, questa volta non truccati, dalla quale si intuisce l’insana follia di Paul e Peter.
Titolo originale: Funny Games
Nazione: U.S.A., Regno Unito, Francia
Anno: 2007Genere: Thriller
Durata: 103′
Regia: Michael Haneke
Sito ufficiale: wip.warnerbros.com/funnygames
Sito italiano: www.luckyred.it/funnygames
Cast: Naomi Watts, Tim Roth, Brady Corbet, Michael Pitt, Boyd Gaines, Siobhan Fallon, Robert Lupone, Devon Gearhart, Siobhan Fallon Hogan, Robert Lupone
Produzione: Celluloid Dreams, Celluloid Nightmares, Dreamachine,
Halcyon Pictures, Tartan Films, X Filme International
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 11 Luglio 2008 (cinema)






