“Fast and Furious 3: Tokyo Drift” di Justin Lin

Derapate underground

Il difficile liceale Sean (Lucas Black) è una calamita per i casini. Ogni sua scorribanda è innescata da auto e ragazze, non necessariamente in quest’ordine. Costretto a peregrinare con la madre per gli States a causa dei continui problemi con la giustizia, la goccia che fa traboccare il vaso lo spedisce direttamente a Tokyo, dal padre marine, ultima spiaggia prima della galera. Ma inevitabilmente si troverà coinvolto nel nuovo trand d’oltreoceano, il drifting (in pratica curvare col freno a mano e procedere con zigzaganti derapate), e in un giro di compagnie poco raccomandabili che vanno da giovani spacciatori di qualunque cosa a sbruffoni nipotini di gangster Yakuza. Come da tradizione, tutto si risolverà con una pericolosa gara in auto all’ultimo respiro.

Terzo capitolo della saga, dopo le avventure losangeline di Dominic Toretto-Vin Diesel e le raggazzate a Miami di Brian O’Conner-Paul Walker, Fast and Furious si trasferisce nella terra del Sol Levante in cerca di nuove ispirazioni. Ma a farla da padrone rimane lo stile sbruffone e fracassone, trendy e modaiolo che caratterizzava i primi episodi (e in particolare 2 Fast and 2 Furious). Senza troppe pretese, la storia non è altro che un banale e sconclusionato pretesto per mettere in scena spericolate avventure automobilistiche e cromatissimi, luccicanti e tamarrissimi bolidi, questa volta di produzione esclusivamente nipponica.

Sono i fichissimi protagonisti – almeno così si dovrebbero presentare -, tra i quali cerca di mettersi in mostra il giovane astro nascente di Rap e R’&’B Bow Wow, ad essere guidati dalle proprie macchine (e non il contrario), rivelando tanto la carismatica presenza di pistoni e pneumatici quanto l’insipienza dei caratteri dei personaggi.

Ma non è certo la volontà d’introspezione a guidare il regista Justin Lin (Better luck tomorrow e Annapolis). E in questo senso il film può dirsi sicuramente più riuscito. Insieme a un interessante ma appena accennato sguardo sulla metropoli giapponese, fatto di oppressive verticalità, incongrue adiacenze, eterogenee stratificazioni, feticismi occidentali e alcuni beceri stereotipi – peraltro la pellicola è stata girata quasi interamente a Los Angeles -, Fast and Furious: Tokyo Drift mantiene però alcune premesse e regala qualche piacevole intermezzo automobilistico tutto rombi di motore, sgommate e “driftate”.

E se l’avvertenza finale pre-titoli di coda – “non provate queste acrobazie sulle strade” – cerca di placare l’adrenalina che potrebbe far venire qualche strana idea a incauti e spericolati spettatori, crediamo che un salutare appello possa essere rivolto anche ai produttori di questa saga: così può bastare.

Titolo originale: The Fast and the Furious: Tokyo Drift
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Azione
Durata: 104′
Regia: Justin Lin

Cast: Lucas Black, Nikki Griffin, Bow Wow, Brian Tee, Nathalie Kelley, Zachery Ty Bryan, Daniel Booko
Produzione: Original Film, Universal Pictures
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 14 Luglio 2006