I Pardi ritornano; al via il sessantunesimo Festival del film di Locarno che si terrà dall’8 al 16 di agosto.
Un festival che come dice Frédéric Maire, suo direttore artistico, anche quest’anno non smentirà la sua specificità di vetrina internazionale, capace di chiamare a sé il meglio del cinema indipendente, dei creativi dei nuovi linguaggi e capace di offrire uno spazio alle cinematografie altre, quelle che hanno ancora una voce flebile, spesso inascoltata.
Una programma che mira a mettere egualmente in luce tutti i film presentati nelle varie sezioni.
_ Festival impertinente, ribelle e grave, Locarno 2008 presenta un programma variegato e alla ricerca di un buon equilibrio tra cinema europeo e americano.
Più di 170 opere, tra cui 17 lungometraggi in concorso; sei sezioni, con quattro giurie ufficiali.
In Piazza Grande, con le magiche proiezioni en plain air, il cinema tratto dalla letteratura: Evelyn Waugh per il film di Julian Jarrold Brideshead Revisited e lo scrittore americano Chuck Palahniuk da cui è tratto Choke di Clark Gregg.
Khamsa segna il ritorno a Locarno, dopo dieci anni di Karim Dridi (Hors Jeu). Girato a Marsiglia con giovani attori non professionisti, è una storia che riecheggia I quattrocento colpi.
_ North Face, di Philipp Stolzl, e 3Tagen bist du Tot 2, di Andreass Prochaska, rappresentano il film di genere: il primo racconta il tragico tentativo della salita dell’Eiger (1936) mentre il secondo è un nuovo capitolo thriller del regista austriaco.
A questo si aggiunge la super produzione spettacolare americana di Outlander, un mix di epopea eroica, di fantasy e fantascienza diretto da Howard McCain.
Un tema dominante di questa edizione sono le voci del nostro tempo. Molti sono i film che parlano, in modo più o meno diretto, di problematiche politiche e sociali. Un intreccio di storie che attraversano spazi diversi e che hanno come comune denominatore il malessere e il disagio della famiglia, rappresentata come luogo di derive. Ne sono un esempio Marz, del drammaturgo austriaco Kalus Handl, che racconta di un paese sotto choc per il suicidio di tre adolescenti, o il ritratto di un’adolescente abbandonata a se stessa in Katia’s sister, dell’olandese Mijke de Jong, a cui si aggiunge l’italiano Mar Nero, opera prima di Federico Bondi, in cui è raccontata la nascita di un rapporto tra due profonde solitudini: un’anziana donna e la sua giovane badante.
L’abisso tra i ricchi e i poveri è il tema, trattato in modo formalmente diverso dai giovani autori sudamericani, Josué Mendez ed Enrique Rivero, a dimostrazione della vivacità creativa e produttiva del continente latinoamericano.
_ La musica, di cui il festival è sempre stato attento cultore e promotore, sarà rappresentata dal film di esordio di Alessandro Baricco, che con Lezione 21 tratta i misteri della Nona di Beethoven, e da Julien Temple (Absolute Beginners) che con The Eternity Man propone un’opera contemporanea, ideata e scritta espressamente per il cinema.
Uno spazio importante è dedicato, come da tradizione, al documentario, che si presenta sempre più come frontiera ispiratrice per la produzione di fiction, in cui la realtà diviene fonte di originali rielaborazioni di forme narrative. Sono da segnalare, nella sezione Cineasti del presente, Welate Efsane, del curdo Rahim Zabihi, e Napoli Piazza Municipio, metafora poetica di Bruno Oliviero che racconta una piazza per raccontare un mondo.
Nella sua sessantunesima edizione il Pardo d’onore sarà consegnato al regista israeliano Amos Gitai, l’Excellence Award ad Angelica Huston mentre la retrospettiva sarà dedicata a Nanni Moretti.
Il Festival del film di Locarno si annuncia, come tutti gli anni, una kermesse che mescola nuove e vecchie frontiere, offrendo ad un pubblico sempre più numeroso perle della cinematografia mondiale.
Per saperne di più: www.pardo.ch






